L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha pubblicato la segnalazione S5188, indirizzata all’ANCI, per richiamare l’attenzione sui problemi di gestione e affidamento degli stadi comunali. L’analisi evidenzia una diffusa opacità nelle informazioni sui servizi, con molti Comuni che non inseriscono la gestione degli stadi nelle ricognizioni ufficiali previste dalla legge.
Oggi, la maggior parte degli stadi italiani è di proprietà pubblica e presenta strutture datate, con scarsa manutenzione e investimenti limitati rispetto ad altri Paesi europei. Le modalità di gestione variano: pochi Comuni ricorrono a procedure ad evidenza pubblica, mentre la maggioranza affida gli stadi con convenzioni di “concessione in uso”, talvolta senza chiarire chi gestisce realmente l’impianto e i servizi correlati, come manutenzione, sicurezza e attività commerciali.
L’Autorità sottolinea che la gestione degli stadi deve essere considerata un servizio pubblico locale a rilevanza economica, applicando quindi le regole di trasparenza, concorrenza e monitoraggio previste dal d.lgs. 201/2022. Inoltre, si raccomanda di affidare gli spazi commerciali legati agli stadi tramite procedure concorrenziali, a beneficio dei cittadini e del mercato.
In conclusione, l’AGCM invita i Comuni a rivedere le modalità di affidamento e a garantire un’adeguata trasparenza e controllo sull’andamento dei servizi, nel rispetto delle norme nazionali ed europee. L’ANCI dovrà comunicare entro trenta giorni le azioni intraprese per affrontare le criticità evidenziate.
Si pubblica, per opportuna conoscenza e al fine di assicurarne la più ampia diffusione, la Segnalazione S5188 dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, trasmessa ad Anci, concernente gli affidamenti e l’andamento dei servizi di gestione degli stadi comunali.