Nel quadrimestre maggio-agosto 2022 sono 15.461 le procedure di affidamento espletate in ambito sanitario (forniture di prodotti farmaceutici, prodotti per la cura alla persona e apparecchiature mediche, servizi sanitari e di assistenza sociale) per un valore di circa 19,3 miliardi di euro. È quanto emerge dal focus sulla spesa sanitaria elaborato da Anac nell’ambito del Rapporto quadrimestrale sul mercato dei contratti pubblici.
Dalla distribuzione delle procedure per tipologia di contratto emerge che per il quadrimestre in esame, considerando gli importi complessivi, si sono esperiti appalti principalmente nel settore delle forniture (circa 15,3 miliardi di euro pari al 79,6% del valore degli appalti) seguiti dal settore dei servizi (circa 3,9 miliardi di euro, ossia il 20,4% del valore degli appalti).
Sono le Centrali di Committenza (compresi i soggetti aggregatori) a espletare gli appalti di maggior valore: circa 10,5 miliardi di euro con circa il 54,5% del valore totale degli appalti, seguiti dalle Aziende del Servizio Sanitario Nazionale con circa 2,8 miliardi di euro (pari al 15,0% del valore complessivo) e dalle Aziende Ospedaliere, Aziende Ospedaliere Universitarie, Policlinici con circa 1,6 miliardi di euro pari all’8,3% del valore complessivo degli appalti. A livello di numerosità le tipologie di stazioni appaltanti che fanno più appalti nel settore sanitario sono le Aziende del Servizio Sanitario Nazionale con il 33,2% del numero totale degli appalti, seguite dalle Aziende Ospedaliere, Aziende Ospedaliere Universitarie e Policlinici, e dalle Centrali di Committenza (in cui sono ricompresi anche i soggetti aggregatori) con rispettivamente il 22,3% e il 16,2% del numero complessivo degli appalti.
In termini di importo, il 22,2% del valore complessivo è rappresentato da appalti avviati da Stazioni Appaltanti della Puglia. A seguire la Lombardia con circa il 15,9% e il Lazio e il Piemonte con rispettivamente l’8,2% e il 7,6% circa del valore totale degli appalti. Mentre a livello di numerosità le Stazioni Appaltanti della Lombardia risultano essere sempre quelle che espletano il numero maggiore di appalti, con un 12,0% del numero complessivo degli appalti esaminati. A seguire il Piemonte con il 9,4% e subito dopo il Lazio e la Sicilia rispettivamente con il 9,2% e il 7,3% del numero totale degli appalti.
Gli appalti di maggiore importo sono relativi in gran parte alle apparecchiature mediche e ai prodotti farmaceutici (rispettivamente il 48,9% e il 30,7% del valore complessivo degli appalti in ambito sanitario). A seguire i servizi di assistenza sociale e servizi affini, nonché i servizi sanitari.
Se in termini di numero le procedure maggiormente utilizzate sono state la procedura aperta e la procedura negoziata senza bando (rispettivamente con il 38,3% e il 30,1% del totale degli appalti in ambito sanitario), in termini di importo è la procedura aperta quella con il maggior valore pari al 66,3% del totale affidato, seguita dalla procedura ristretta con il 16,5%.