L’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) ha definito per il 2026 l’ammontare dei contributi dovuti dai soggetti pubblici e privati sottoposti alla sua vigilanza nel settore dei contratti pubblici. La delibera n. 524 del 22 dicembre 2025, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 16 maggio 2026, disciplina quote, modalità di versamento ed esenzioni applicabili a stazioni appaltanti, operatori economici e società organismo di attestazione (SOA).
Il provvedimento conferma che il contributo all’Anac è dovuto in relazione al valore stimato dell’appalto o della concessione. Restano esenti sia le amministrazioni sia le imprese per procedure di importo inferiore a 40mila euro. Per gli affidamenti di valore superiore, le quote crescono progressivamente: le stazioni appaltanti verseranno da un minimo di 35 euro fino a 880 euro per gli appalti di maggiore entità, mentre per gli operatori economici il contributo varia da 18 a 560 euro a seconda dell’importo della gara.
Viene inoltre confermato l’obbligo di contribuzione per le procedure in house, già introdotto dall’Anac nel 2024: in questi casi il pagamento resta a carico esclusivo dell’amministrazione aggiudicatrice.
Tra le esenzioni confermate figurano le procedure legate alla ricostruzione dopo gli eventi sismici del 2016 e 2017 e gli affidamenti disciplinati dalle procedure contrattuali del Ministero degli Affari esteri per attività svolte all’estero. Per ottenere l’esonero, il responsabile del procedimento dovrà inviare una richiesta tramite posta elettronica certificata entro 15 giorni dalla pubblicazione della procedura.
La delibera stabilisce anche le modalità operative dei pagamenti, che dovranno avvenire attraverso il portale dei pagamenti Anac integrato con il sistema pagoPA. Per gli operatori economici, il versamento costituisce condizione di ammissibilità alla gara: la mancata dimostrazione del pagamento comporta infatti l’esclusione dalla procedura.
Le società organismo di attestazione dovranno invece versare un contributo pari al 2% dei ricavi dell’ultimo esercizio approvato, con possibilità di rateizzazione entro il termine ultimo del 31 dicembre 2026. In caso di mancato pagamento sono previste procedure di riscossione coattiva, interessi di mora e maggiorazioni secondo la normativa vigente.
La disciplina è entrata in vigore dal 1° gennaio 2026.