La legge del 17 marzo 2026, n. 37 introduce nuove misure per rafforzare la tutela dei minori in affidamento, con l’obiettivo di garantire il loro diritto a crescere, quando possibile, all’interno della famiglia di origine. Il provvedimento si inserisce nel solco dei principi della Convenzione sui diritti del fanciullo e interviene sulla normativa vigente per migliorare il sistema di controllo e monitoraggio degli affidi.
Tra le principali novità figura l’istituzione, presso la Presidenza del Consiglio, di un registro nazionale delle famiglie affidatarie, delle comunità e degli istituti di assistenza. Lo strumento servirà a raccogliere dati aggiornati sul numero dei minori collocati e sulle strutture disponibili, con l’obiettivo di evitare situazioni inappropriate e favorire soluzioni più adeguate al benessere dei bambini.
Parallelamente, ogni tribunale per i minorenni e tribunale ordinario dovrà dotarsi di un proprio registro dei minori affidati. In questi archivi saranno annotati tutti i provvedimenti relativi al collocamento, agli eventuali interventi delle autorità, ai rapporti con le famiglie e alle modifiche delle misure adottate. I dati, trasmessi periodicamente al Ministero della Giustizia, consentiranno un monitoraggio più puntuale dei fenomeni di disagio.
La legge prevede inoltre la nascita di un Osservatorio nazionale dedicato, con funzioni di analisi dei dati, segnalazione di criticità e promozione di controlli sulle strutture. L’organismo dovrà anche redigere una relazione annuale al Parlamento, individuando buone pratiche e possibili interventi normativi.
Per l’attuazione delle nuove disposizioni sono stanziate risorse specifiche, mentre il resto delle attività sarà svolto senza nuovi oneri per la finanza pubblica. L’entrata in vigore è fissata per l’11 aprile 2026.
Il testo del provvedimento pubblicato in Gazzetta Ufficiale