Abitare il cambiamento: i giovani amministratori rilanciano il futuro dei Comuni
ANCI 21 Aprile 2026, di Danilo Grossi
Dal panel di Napoli emergono proposte concrete: nidi di vallata, scuole come presidi di comunità, valutazione di impatto generazionale e connettività come diritto. Per i piccoli Comuni, la prossimità torna al centro.
Il panel: abitare i territori, non solo risiederci
Si è aperta a Napoli la XV Assemblea nazionale di ANCI Giovani, e il panel «Abitare il cambiamento: politiche innovative per città più vivibili e sostenibili» ha subito messo in chiaro la posta in gioco. Non si tratta di aggiustare i margini del sistema, ma di ripensare le condizioni che rendono un territorio degno di essere scelto come casa.
Ad aprire il confronto è stato Vincenzo D’Ercole, sindaco di Castiglione Messer Raimondo e coordinatore ANCI Giovani Abruzzo, con un’esperienza emblematica: il primo asilo nido comunale e di vallata del territorio, nato per rispondere allo spopolamento delle aree interne. Una struttura da 24 posti, costruita superando resistenze iniziali e scommettendo su un’idea semplice quanto potente: la differenza tra abitare e risiedere sta tutta nei servizi.
“La differenza tra abitare e risiedere sta tutta nei servizi. Il cambiamento passa innanzitutto dai servizi essenziali che consentono alle giovani famiglie di restare e costruire futuro.”
Strutture e gestione: due facce della stessa sfida
Federica Fortino, assessore alle Politiche sociali di Nocera Superiore, ha allargato la riflessione a una contraddizione che molti Comuni conoscono bene: si trovano fondi per costruire, ma non per gestire. «A volte abbiamo i fondi per realizzare gli asili, ma non quelli per farli vivere davvero» ha detto, portando al centro della discussione il tema della sostenibilità operativa degli investimenti.
Fortino ha anche indicato nella scuola uno dei presidi più efficaci per la rigenerazione dei quartieri fragili, citando il recupero di un campetto scolastico come esempio di intervento capace di restituire uno spazio vissuto e condiviso a ragazzi altrimenti privi di luoghi di aggregazione.
Il divario territoriale: strumenti troppo lenti per cambiamenti veloci
Asia Tambaioli, vicesindaco di Gaiba, ha sollevato una questione strutturale che rischia di vanificare anche le migliori intenzioni: i cambiamenti corrono veloci, ma gli strumenti per affrontarli — risorse, personale, normative — sono spesso molto più lenti. Il pericolo concreto è che le esperienze più innovative restino confinate ai grandi centri urbani, senza diventare patrimonio condiviso dell’intero sistema comunale.
«Il rischio è che le esperienze più innovative restino confinate solo ai grandi centri, senza diventare patrimonio condiviso dell’intero sistema dei Comuni» ha avvertito la vicesindaco, chiedendo politiche di coesione territoriale che non lascino indietro i Comuni più marginali.
“I cambiamenti corrono veloci, ma gli strumenti per affrontarli sono spesso molto più lenti. La coesione territoriale non può essere un’opzione.”
La valutazione di impatto generazionale: oltre il tecnicismo
Micaela Triunfo, consigliera alle Politiche giovanili del Comune di Potenza, ha introdotto nel dibattito il tema della valutazione di impatto generazionale come strumento di governo, non come adempimento burocratico. La proposta è chiara: ogni scelta amministrativa dovrebbe essere misurata anche in termini di effetti sulle generazioni future, e costruita non solo per i giovani, ma con i giovani.
Il legame con lo spopolamento è diretto: «Una città sostenibile deve creare le condizioni perché un giovane possa decidere di restare» ha osservato Triunfo, collegando la dimensione tecnica dello strumento alla questione politica più ampia della vivibilità delle aree interne e del Mezzogiorno.
Daniele SinibaldiSindaco di Rieti Presidente ANCI Lazio
«Bisogna superare la logica dei numeri tornando alla logica della prossimità. Le nuove generazioni sanno intravedere soluzioni che le precedenti non hanno saputo mettere in campo.»
Michele SpertiSindaco di Miggiano Vicepresidente ANCI Puglia
«Il cambiamento arriva e sta ai giovani amministratori accettarlo e guidarlo. Sono loro ad avere la forza e la lungimiranza per potenziarlo.»
Luca RizzelliResp. Sviluppo Territorio Associazione Diplomatici
«L’elemento decisivo che determina il successo delle politiche risiede nella qualità delle persone. Coinvolgiamo i ragazzi nella simulazione concreta delle decisioni.»
Impresa e Comuni: alleanze per le transizioni
Due le voci aziendali che hanno arricchito il panel. Elena Guarnoni, responsabile sostenibilità di Edison SpA, ha illustrato tre ambiti di collaborazione concreta con il sistema ANCI Giovani: le soluzioni basate sulla natura per l’adattamento climatico urbano, le comunità energetiche rinnovabili come strumento di decarbonizzazione e contrasto alla povertà energetica, e il rafforzamento delle competenze nei processi di transizione per giovani e Pubblica Amministrazione.
Paola Martinez, responsabile affari istituzionali di Open Fiber, ha invece riportato la discussione sulla connettività come infrastruttura abilitante per una nuova idea di prossimità: «Dove arriva la fibra, cresce la capacità di attrarre competenze, di trattenere energie creative e di offrire nuove prospettive a chi desidera costruire il proprio futuro senza rinunciare alle proprie radici».
“La fibra ottica non avvicina solo i servizi: restituisce possibilità di scelta, lavoro e qualità della vita a chi vuole restare senza rinunciare al futuro.”
Il messaggio dell’Assemblea: prossimità come metodo di governo
Ciò che emerge dalla XV Assemblea di ANCI Giovani non è un catalogo di buone pratiche, ma una proposta di metodo. Prossimità non è sinonimo di piccolo o di locale: è un criterio per misurare l’impatto reale delle politiche sulle comunità. Significa costruire servizi che funzionano, non solo strutture che esistono. Significa coinvolgere i cittadini nelle decisioni, non comunicarle a posteriori. Significa pensare al futuro del territorio con chi quel territorio lo abiterà.
I giovani amministratori che si sono confrontati a Napoli portano con sé esperienze diverse — dall’Abruzzo alla Puglia, dal Lazio alla Campania — ma convergono su un punto: il cambiamento è già qui, e la scelta non è se affrontarlo, ma come. La qualità di quella risposta dipenderà dalla capacità del sistema comunale di costruire reti, condividere strumenti e scommettere sulle persone.