È stata pubblicata la Relazione sull’organizzazione, sulla gestione e sullo svolgimento del Servizio civile universale relativa all’anno 2024. Il documento, presentato al Parlamento dal Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale (DGSCU), fotografa lo stato attuale dell’istituto e sottolinea il successo dell’attuazione delle misure previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
PNRR: obbiettivi raggiunti e investimenti consolidati
Il 2024 è stato un anno cruciale per il conseguimento degli obiettivi PNRR, in particolare per la Misura M5C1 I2.1 “Servizio civile universale”, che dispone di 650 milioni di euro e mira ad avviare oltre 167.000 giovani al servizio nel quadriennio 2021−2024.
- Avvii record: a seguito della pubblicazione del Bando per la selezione di 62.549 operatori volontari a dicembre 2024, il numero complessivo di giovani avviati nell’ambito PNRR ha raggiunto circa 140.000 a fine anno, avvicinando il traguardo intermedio.
- Milestone europea: il Dipartimento ha conseguito con successo e nei tempi previsti la Milestone M5C1-15bis, dimostrando il potenziamento complessivo dello SCU attraverso interventi mirati a incentivare la partecipazione giovanile e semplificare le procedure.
- Stabilità futura: oltre ai fondi PNRR, è stato confermato uno stanziamento dedicato di risorse finanziarie dal bilancio pubblico, assicurando la programmazione stabile delle attività di Servizio civile universale anche per gli anni successivi.
Riforme e potenziamento del sistema SCU
L’azione amministrativa del 2024 è stata caratterizzata da significative innovazioni volte a migliorare l’attrattività e la qualità dello SCU:
- Nuove Disposizioni con gli enti: a dicembre 2024 sono state adottate le nuove Disposizioni concernenti la disciplina dei rapporti tra enti e operatori volontari del Servizio civile universale. La revisione, che ha coinvolto gli stakeholders e i cittadini attraverso una consultazione pubblica, recepisce anche le raccomandazioni espresse dall’OCSE nell’ambito del progetto TSI (Technical Support Instrument), concluso in ottobre. Questo rafforza i principi di Better Regulation e trasparenza.
- Riserva di posti nei concorsi: è stata confermata e resa operativa la riserva del 15 per cento dei posti nei concorsi indetti dalle pubbliche amministrazioni per il personale non dirigenziale, a favore degli operatori volontari che hanno concluso il Servizio civile universale senza demerito.
- Servizio civile digitale: è proseguita l’attuazione della misura PNRR M1C1 I1.7 “Servizio civile digitale” con l’Avviso per circa 2.500 volontari a gennaio e un successivo Bando per 3.399 posizioni a luglio, mirando a potenziare le competenze digitali.
- Sperimentazioni: sono continuate le sperimentazioni dello SCU in settori strategici, con particolare rilievo per il Servizio civile ambientale e dello sviluppo sostenibile (Protocollo d’Intesa del 22 luglio 2024) e le iniziative per il Giubileo della Chiesa Cattolica.
Coinvolgimento e trasparenza
Il Servizio civile universale si conferma uno strumento strategico per la crescita personale e civica dei giovani e per la coesione sociale. La Relazione evidenzia:
- Nuova ricerca progetti: è stata implementata una nuova funzionalità sul portale DOL (Domanda On-Line) che permette ai candidati di visualizzare le sedi di progetto su mappa partendo dal CAP o da una località, migliorando l’accessibilità delle informazioni.
- Accordo quadro con le Regioni: a dicembre 2024 è stato firmato l’Accordo quadro tra Stato e Regioni/Province autonome, che disciplina la collaborazione e la loro partecipazione attiva a tutte le fasi di programmazione e attuazione dello SCU.
- Monitoraggio costante: è proseguita l’attività di indagine e analisi, inclusa la somministrazione di un questionario a tutti gli operatori volontari che hanno concluso il servizio nel 2024, per misurare il livello di soddisfazione e i percorsi successivi.
In conclusione, l’anno 2024 attesta la solidità del sistema SCU, confermando la sua capacità di evolvere e rispondere alle sfide contemporanee attraverso l’innovazione sociale, la digitalizzazione e la sostenibilità ambientale. Il Dipartimento si impegna a consolidare questa politica pubblica strutturale, valorizzando il contributo dei giovani al bene comune.