È entrata ufficialmente in vigore la legge 7 maggio 2026, n. 70, un testo organico che punta a riorganizzare la gestione delle risorse marittime italiane: le novità spaziano dal coordinamento politico-istituzionale alla tutela della sicurezza nei fondali, fino a una nuova mappatura delle coste nazionali.
Una nuova governance per il mare
Il provvedimento aggiorna le competenze del Comitato interministeriale per le politiche del mare (CIPOM): la programmazione strategica passa da una cadenza triennale a una quadriennale, includendo ora esplicitamente la valorizzazione della navigazione commerciale e del diporto. Viene inoltre rafforzato il ruolo del Dipartimento per le politiche del mare, che diventa il cardine per la pianificazione dello spazio marittimo, sottraendo alcune funzioni al Dipartimento per le politiche europee.
Più poteri oltre il limite territoriale: la zona contigua
L’Italia istituisce formalmente la “zona contigua”, un’area che si estende fino a 24 miglia marine dalla costa: in questo spazio, lo Stato potrà esercitare poteri di controllo per prevenire e punire violazioni delle leggi doganali, fiscali, sanitarie e di immigrazione commesse nel territorio nazionale. È un passaggio tecnico fondamentale per garantire la sicurezza delle frontiere e la protezione del patrimonio culturale subacqueo, adeguando la normativa nazionale alla Convenzione di Montego Bay.
Rivoluzione per il turismo subacqueo
Il cuore operativo della legge riguarda il settore ricreativo: per la prima volta vengono definiti con precisione i requisiti per centri di immersione, istruttori e guide.
- Professionisti: istruttori e guide devono essere maggiorenni, possedere brevetti certificati e una copertura assicurativa specifica per i rischi a terzi e verso i collaboratori.
- Centri di immersione: obbligo di iscrizione al registro delle imprese, disponibilità di dotazioni di primo soccorso e tenuta di un registro rigoroso delle immersioni (orari, profondità raggiunta, miscele usate).
- Sicurezza in acqua: le immersioni devono essere effettuate da almeno due persone e le unità da diporto in transito devono mantenere una distanza di almeno 100 metri dai segnali del subacqueo.
- Tutela ambientale: vietato asportare fauna o flora e maneggiare reperti archeologici: le sanzioni per chi esercita abusivamente la professione di guida o istruttore sono pesanti, con multe che variano dai 5.000 ai 12.000 euro.
Infine, il Ministero del turismo individuerà le “zone di interesse turistico subacqueo”, aree di pregio naturale o storico dove promuovere itinerari sostenibili e monitorare lo stato di salute dei fondali, anche attraverso l’uso di tecnologie digitali avanzate.
Il provvedimento pubblicato in Gazzetta Ufficiale