Il governo ha completato il percorso per il finanziamento dei servizi e delle infrastrutture sociali nelle aree interne del Paese, nell’ambito della misura ex PNRR M5C3I1.1.1, ora gestita con risorse nazionali dal Dipartimento per le politiche di coesione e per il Sud. L’iniziativa, con un budget complessivo di 500 milioni di euro, è destinata a rafforzare le strutture e i servizi fondamentali nelle zone più marginali, contribuendo a ridurre esclusione sociale e fragilità territoriale.
Il programma finanzia progetti rivolti a diversi ambiti: assistenza domiciliare per anziani, infermiere e ostetriche di comunità, potenziamento di piccoli ospedali (senza pronto soccorso) e dei loro servizi di base come radiologia, cardiologia e ginecologia, ambulatori specialistici, infrastrutture per l’elisoccorso e centri per disabili. Sono inclusi anche interventi su centri culturali, sportivi e di accoglienza per migranti, per rafforzare il tessuto sociale delle comunità locali.
Delle 2.550 domande presentate, 2.473 sono state effettivamente valutate: 2.186 progetti risultano idonei e 803 sono stati ammessi a finanziamento. Con ciascun soggetto attuatore è stato sottoscritto un Accordo di concessione di finanziamento, aggiornato in seguito al decreto-legge n.19 del 2 marzo 2024, che ha ridefinito la copertura finanziaria con risorse nazionali.
La distribuzione dei fondi prevede un impegno di 45 milioni nel 2024, 95 milioni nel 2025, 125 milioni nel 2026 e nel 2027, 75 milioni nel 2028 e 35 milioni nel 2029, garantendo continuità e sostenibilità degli interventi sul territorio. La legge di Bilancio 2025 ha leggermente ridotto alcune voci, confermando comunque la priorità al potenziamento dei servizi sociali nelle aree interne.
Il monitoraggio dell’avanzamento finanziario, procedurale e fisico dei progetti sarà effettuato attraverso la piattaforma ReGis, gestita dalla Ragioneria dello Stato, assicurando trasparenza e controllo sull’impiego delle risorse pubbliche. Con questo intervento, le comunità più isolate del Paese potranno beneficiare di servizi più vicini ai cittadini, con un impatto diretto sulla qualità della vita e sull’inclusione sociale.
Fonte: Dipartimento per le politiche di coesione