Il Dipartimento per la trasformazione digitale (DTD) e la Fondazione Ugo Bordoni (FUB) rafforzano la collaborazione per sostenere l’innovazione nella sanità digitale e nel biomedicale, con un programma da 20 milioni di euro destinato a progetti ad alto impatto sociale. L’accordo, firmato il 18 dicembre 2025 insieme al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e approvato dal Comitato Interministeriale per la Transizione Digitale, punta a supportare enti di ricerca, spin-off, start-up e PMI nello sviluppo di soluzioni tecnologiche avanzate per il sistema sanitario.
La Fondazione Ugo Bordoni agirà come soggetto attuatore, curando progettazione e realizzazione delle iniziative sotto il monitoraggio del DTD, con l’obiettivo di garantire qualità esecutiva e coerenza strategica. Il programma, finanziato tramite il Fondo Innovazione, è partito nel 2026 e si concluderà a dicembre 2027.
I progetti dovranno integrare dispositivi sanitari esistenti o favorire la nascita di nuove tecnologie sfruttando 5G, cloud, edge computing, intelligenza artificiale e interoperabilità dei dati, per superare barriere spazio-temporali e migliorare accessibilità ed efficienza dei servizi sanitari.
Tra le applicazioni previste figurano diagnosi collaborative supportate dall’AI, telechirurgia e assistenza remota a interventi complessi, riabilitazione e telemonitoraggio avanzato anche tramite realtà estesa, logistica intelligente per farmaci sensibili, laboratori diagnostici distribuiti connessi in tempo reale e dispositivi biomedicali indossabili o impiantabili collegati in rete. Spazio anche a protesi intelligenti, nuovi materiali biocompatibili e tecniche di chirurgia mini-invasiva.
Secondo il sottosegretario all’innovazione Alessio Butti, l’investimento si inserisce in una strategia più ampia che comprende digitalizzazione dei servizi sanitari e uso dell’intelligenza artificiale, con interventi pensati per incidere concretamente sull’esperienza quotidiana di cittadini e operatori. Anche la FUB sottolinea il proprio ruolo di supporto tecnico-scientifico alla pubblica amministrazione, in particolare nei campi delle telecomunicazioni, del cloud e dei dati.
L’iniziativa mira dunque a trasformare la ricerca in soluzioni operative, accelerando la diffusione di tecnologie capaci di rendere la sanità più efficiente, connessa e centrata sul paziente.
Maggiori informazioni nella nota del Dipartimento per la Trasformazione Digitale