Nel 2023 le partecipate pubbliche italiane sono 8.323, in leggero aumento dello 0,9% rispetto al 2022, e impiegano quasi 963 mila addetti, con un incremento del 9,5%. Tuttavia, si registra una contrazione dell’1,4% delle imprese partecipate da almeno un’amministrazione regionale o locale, segnando un calo significativo delle controllate locali.
La maggior parte delle partecipate opera nei settori dell’Industria e dei Servizi: 5.756 unità, che assorbono oltre 922 mila addetti, con una crescita occupazionale del 9,9% rispetto all’anno precedente. Le società per azioni, pur rappresentando meno del 30% delle imprese, impiegano quasi l’85% degli addetti e hanno una dimensione media di 453 persone, mentre le società a responsabilità limitata costituiscono quasi la metà delle unità, ma contano meno del 10% degli addetti.
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze rimane il principale soggetto controllante: possiede il 13,9% delle imprese a controllo pubblico e concentra oltre la metà degli addetti (53,2%). Le amministrazioni locali – Province, Comuni e Città Metropolitane – controllano 1.356 imprese, pari al 38% delle controllate pubbliche, con circa 131 mila addetti, in calo del 2% rispetto al 2022.
Dal punto di vista territoriale, la maggiore concentrazione di addetti si registra nel Centro Italia, che ospita il 46% del totale, mentre la Lombardia guida per numero di partecipate, con il 18% del totale e 16,9% degli addetti. Tra il 2012 e il 2023, le partecipate nei settori Industria e Servizi sono diminuite del 24%, con una riduzione più marcata nel Sud (-33,4%) rispetto al Centro (-20,9%).
Nonostante la diminuzione delle partecipate locali, il valore aggiunto delle imprese a controllo pubblico continua a crescere, superando i 70 miliardi di euro, pari al 6,5% del totale dell’Industria e dei Servizi, con un aumento del 7,5% rispetto al 2022. La produttività per addetto raggiunge 121.569 euro, trainata dalle grandi aziende dei settori energetico e dei servizi pubblici.
Le amministrazioni locali mantengono la maggiore partecipazione nei settori della Sanità e dell’assistenza sociale (quasi 89% delle imprese e il 96% degli addetti locali) e nell’Istruzione (83% delle imprese e il 89% degli addetti). Altri settori con un’ampia presenza di partecipate locali sono la Fornitura di acqua e i servizi di smaltimento rifiuti, e il Trasporto e magazzinaggio.
Il quadro statistico evidenzia quindi un sistema pubblico sempre più concentrato, con riduzione delle partecipazioni locali ma aumento dell’efficienza e della produttività, in particolare nelle grandi aziende a controllo ministeriale. L’andamento riflette sia il consolidamento dei gruppi pubblici sia la tendenza a razionalizzare le partecipazioni, confermando il ruolo significativo dello Stato nell’economia nazionale.
Maggiori informazioni nel comunicato Istat