A partire dal 1° marzo 2026 prenderà il via la terza fase della sperimentazione della riforma della disabilità avviata dall’INPS, prevista dal decreto-legge n. 19/2026 e in attuazione del decreto legislativo n. 62/2024. Il nuovo sistema di accertamento della condizione di disabilità sarà attivato in quaranta province distribuite su tutto il territorio nazionale, oltre che nella Provincia autonoma di Bolzano.
La sperimentazione prosegue il percorso già avviato nel 2025: una prima fase aveva interessato nove province da gennaio, seguita da un’estensione a ulteriori territori dal 30 settembre dello stesso anno, oltre alla Valle d’Aosta e alla Provincia autonoma di Trento.
La principale novità riguarda la procedura di avvio dell’accertamento: sarà sufficiente la trasmissione telematica all’INPS del certificato medico introduttivo, senza la necessità di presentare ulteriori domande amministrative. L’Istituto diventa così titolare unico del procedimento, con l’obiettivo di ridurre gli adempimenti burocratici e accelerare i tempi di riconoscimento.
Dal 1° marzo, nelle province coinvolte, il certificato medico sarà l’unico strumento valido per avviare la procedura. I certificati redatti fino al 28 febbraio 2026 secondo le vecchie modalità dovranno invece essere completati con l’invio della domanda amministrativa entro la stessa data, eventualmente tramite patronati o intermediari autorizzati. Fa eccezione la Provincia autonoma di Bolzano, dove l’Istituto non interviene nella gestione dell’accertamento.
Secondo il presidente dell’INPS, Gabriele Fava, il bilancio delle prime due fasi è positivo e la riforma sta progressivamente semplificando l’accesso alle prestazioni, grazie anche a investimenti in innovazione tecnologica e interoperabilità tra amministrazioni. L’obiettivo dichiarato è costruire un sistema più moderno, equo e uniforme sul territorio nazionale, capace di garantire maggiore trasparenza, rapidità e centralità della persona.
L’Istituto ribadisce infine l’impegno a sviluppare un modello inclusivo orientato ai diritti, in linea con i principi della riforma, per assicurare pari opportunità e accesso alle prestazioni senza ostacoli burocratici.