Eurostat: il Cloud non è più un’opzione, ma il motore della crescita
Innovazione 3 Febbraio 2026, di lg
L'ultimo Report Eurostat fotografa una UE a 2 velocità, dove l’Italia accelera e scala le classifiche della digitalizzazione, trainata da sicurezza e software gestionale
Non è più una transizione, è un consolidamento strutturale, secondo i dati Eurostat, il53% delle imprese dell’UEha adottato servizi di cloud computing a pagamento nel 2025. Se il dato aggregato mostra una crescita (+7% rispetto al 2023), è l’analisi granulare dei singoli Stati a rivelare una rivoluzione geopolitica del dato dove l’Italia siede al tavolo dei leader.
Il dato più sorprendente riguarda il nostro Paese, con il76% delle impreseche utilizzano servizi cloud, supera la media europea e si posiziona al 2° posto, superata solo dalla Finlandia (79%) e tallonata da Malta (75%). La rapidità della scalata è sorprendente: tra il 2023 e il 2025, l’Italia ha registrato una crescita del 14%, un incremento condiviso con la Francia, superato solo dalla Lituania (+20 pp). Il balzo suggerisce che il tessuto imprenditoriale italiano, frammentato e legato a infrastrutture locali, ha individuato nel cloud lo strumento per colmare il gap di competitività.
L’analisi Eurostat scende ancor più nel dettaglio dei servizi acquistati, rivelando che il cloud non è più percepito come un “disco rigido esterno”, ma come un ecosistema operativo completo, a seguire uno schema con dei dati di riferimento:
Servizio Cloud
Percentuale di utilizzo (UE)
E-mail
85%
Software per ufficio
72%
Archiviazione file
71%
Sicurezza informatica
65,5%
Finanza e Contabilità
58%
È interessante notare come la cybersecurity (65,5%) sia diventata una priorità, segno che le imprese preferiscono affidare la protezione dei dati a infrastrutture scalabili e aggiornate piuttosto che a server domestici vulnerabili.
Il Report evidenzia, però, un “Digital Divide” geografico all’interno del mercato unico, mentre il Nord e parte del Mediterraneo volano, l’Europa dell’Est fatica a tenere il passo: Bulgaria (18%), Grecia (24%) e Romania (25%) chiudono la classifica.
Il divario non è solo tecnologico, ma rischia di diventare economico, le aziende che non accedono a potenza di calcolo flessibile o a software avanzati di gestione (come gli ERP, usati dal 30% delle imprese UE) faticano a scalare i mercati internazionali e ad attrarre talenti.
In conclusione il confronto con il 2014 evidenzia che in un decennio siamo passati da un’adozione di nicchia (18%) a una maggioranza assoluta (53%). La “nuvola” è diventata l’elettricità del XXI secolo: invisibile, onnipresente e indispensabile. Per l’Italia, il primato rappresenta un’occasione d’oro per guidare la definizione degli standard europei sulla sovranità dei dati, a patto che l’adozione tecnologica sia accompagnata da una pari crescita delle competenze digitali dei lavoratori.