A fronte delle numerose criticità emerse in sede di vigilanza e di precontenzioso negli affidamenti per la gestione dei canili, l’Autorità nazionale anticorruzione ha approvato la delibera n. 527 del 17 dicembre 2025, con cui fornisce indicazioni puntuali alle amministrazioni. Le irregolarità accertate riguardano, in particolare, una carente o assente programmazione e progettazione dei servizi, l’uso improprio dell’affidamento diretto, il ricorso non corretto alla proroga tecnica e ai servizi analoghi, nonché la determinazione di tariffe giornaliere per cane spesso incongrue e insufficienti a garantire standard qualitativi adeguati.
Anac richiama innanzitutto le amministrazioni a valutare, in via preliminare, se ricorrere agli strumenti di co-programmazione e co-progettazione previsti dal codice del terzo settore, oppure alle procedure disciplinate dal codice dei contratti pubblici. Si tratta di modelli profondamente diversi: mentre le gare pubbliche sono ispirate al principio della concorrenza e prevedono criteri predeterminati dall’amministrazione, la co-progettazione si fonda sulla collaborazione con gli enti del terzo settore per rispondere ai bisogni della collettività.
Qualora si opti per gli affidamenti soggetti al decreto legislativo 36/2023, Anac ribadisce l’obbligo di applicare integralmente le norme su digitalizzazione, trasparenza, pubblicità e qualificazione delle stazioni appaltanti. Centrale è anche l’adozione del programma triennale dei servizi e dei relativi aggiornamenti annuali, considerata uno strumento essenziale per prevenire il ricorso sistematico a proroghe e affidamenti diretti.
Particolare attenzione viene posta alla fase di progettazione, ritenuta indispensabile per assicurare un servizio efficace e coerente con le reali esigenze dell’amministrazione. Nei documenti di gara devono essere chiariti l’oggetto dell’affidamento, la tipologia di canile interessata, i servizi richiesti, nonché le modalità e i luoghi di erogazione. A ciò si collega la corretta determinazione della tariffa giornaliera per cane, che deve essere congrua e tale da garantire il benessere animale, anche tenendo conto di variabili come taglia, età e comportamento.
L’Autorità richiama inoltre al rispetto delle regole sugli affidamenti diretti, vietando il frazionamento artificioso degli importi, e raccomanda l’applicazione del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, ritenuto il più idoneo ad assicurare la qualità del servizio. Analoghi richiami riguardano l’uso dei servizi analoghi, che non può essere finalizzato ad aggirare nuove gare, e la proroga tecnica, ammessa solo in casi eccezionali e per il tempo strettamente necessario.
Infine, Anac sottolinea l’importanza della fase esecutiva, chiedendo alle amministrazioni di prevedere nei documenti di gara controlli puntuali, ruoli chiari e verifiche anche a sorpresa, per garantire che il servizio venga svolto nel rispetto degli obblighi contrattuali e dell’interesse pubblico.
Maggiori informazioni e il testo della delibera nella nota ANAC