Il 2025 è stato l’anno in cui l’intelligenza artificiale ha smesso di essere un settore tecnologico e ha iniziato a comportarsi come una forza macroeconomica. Il nuovo report State of AI di CB Insights fotografa un mercato che non cresce: esplode. E lo fa in modo asimmetrico, polarizzato, dominato da pochi attori capaci di attrarre capitali a livelli mai visti nella storia del venture capital.
La fine di un’era, l’inizio di un’altra
Secondo l’analisi di CB Insights, il 2025 rappresenta uno spartiacque. L’intelligenza artificiale ha superato la fase in cui veniva considerata una delle tante innovazioni tecnologiche emergenti per affermarsi come elemento strutturale dell’economia globale. Non si tratta più di capire se l’AI avrà un impatto significativo, ma di misurare quanto questo impatto stia già ridefinendo gli equilibri economici mondiali.
Un’esplosione senza precedenti
I dati del report parlano di un fenomeno che va oltre le normali dinamiche di crescita di mercato. Gli investimenti in intelligenza artificiale hanno raggiunto dimensioni straordinarie, polverizzando i record storici del venture capital. Le cifre in gioco non sono più quelle tipiche delle startup tecnologiche, ma si avvicinano ai volumi riservati tradizionalmente a infrastrutture critiche o grandi progetti industriali.
Questa escalation finanziaria riflette una convinzione diffusa tra gli investitori: l’AI non è un’opportunità speculativa ma un asset strategico imprescindibile per il futuro economico.
Il paradosso della polarizzazione
Il mercato dell’intelligenza artificiale si sta configurando in modo fortemente asimmetrico. Pochi attori dominanti riescono ad attrarre la maggior parte dei capitali disponibili, creando un ecosistema a geometria variabile. Da un lato, i giganti dell’AI che raccolgono miliardi in finanziamenti, sviluppano infrastrutture computazionali mastodontiche e definiscono gli standard tecnologici del settore. Dall’altro, centinaia di aziende più piccole che competono per le briciole rimaste.
Questa concentrazione solleva questioni cruciali: la competizione è ancora possibile? L’innovazione rischia di essere soffocata dal dominio di pochi? E quali sono le implicazioni per la governance globale di una tecnologia così centrale?
Implicazioni per il futuro
La trasformazione dell’AI in forza macroeconomica ha conseguenze che vanno ben oltre il mondo tecnologico. Gli equilibri geopolitici, la competitività delle nazioni, l’organizzazione del lavoro e la distribuzione della ricchezza sono tutti ambiti destinati a essere ridefiniti da questa rivoluzione.
Il report State of AI di CB Insights non si limita a documentare numeri impressionanti: certifica che il 2025 è l’anno in cui l’intelligenza artificiale è entrata definitivamente nella stanza dei bottoni dell’economia mondiale. E da lì, difficilmente uscirà.