Giovedì 15 gennaio la Camera dei deputati ha approvato in via definitiva il disegno di legge S.1718, che converte in legge il decreto-legge 21 novembre 2025, n. 175. Il provvedimento, già licenziato dal Senato, contiene misure urgenti in materia di Piano Transizione 5.0 e di produzione di energia da fonti rinnovabili, con l’obiettivo di accelerare la transizione energetica e sostenere gli investimenti sostenibili del sistema produttivo nazionale.
Sul fronte del Piano Transizione 5.0, la legge interviene per mettere ordine in una fase di confusione normativa e di esaurimento delle risorse disponibili. Stabilisce termini e condizioni per l’accesso ai crediti d’imposta per gli investimenti in efficienza energetica, innovazione tecnologica e sostenibilità, fissando deadline stringenti per la presentazione delle domande e delle integrazioni richieste dal GSE, e ribadendo che il credito Transizione 5.0 non può essere cumulato con altri incentivi fiscalmente simili.
La norma affronta anche la gestione delle “code” di domande pendenti dopo la chiusura anticipata delle risorse iniziali prevista dal PNRR e mira a garantire una maggiore chiarezza procedurale per le imprese che vogliono usufruire degli incentivi, in un contesto in cui le risorse stanziate sono risultate inferiori alle domande presentate.
Sul versante delle energie rinnovabili, il decreto introdotto prevede la definizione e l’individuazione di aree idonee all’installazione di impianti fotovoltaici, eolici e di altra generazione verde, sia su terraferma sia in mare. Le regioni e le province autonome sono chiamate a identificare queste aree entro termini prefissati, nel rispetto di limiti ambientali e paesaggistici, con l’obiettivo di accelerare l’installazione di impianti e raggiungere gli obiettivi fissati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Tra le modifiche apportate in Parlamento al testo originario c’è anche l’adeguamento dei criteri di esercizio del cosiddetto “golden power” sugli asset strategici, in particolare nel settore finanziario, con l’introduzione della valutazione della sicurezza economica e finanziaria come elemento rilevante.
Il provvedimento rappresenta un passo importante nel quadro della politica energetica italiana, in una fase di forte pressione per allinearsi agli obiettivi climatici nazionali ed europei e per sostenere la competitività delle imprese in chiave green.
Fonte: Camera dei Deputati