L’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni (Aran) ha pubblicato il Rapporto semestrale n. 1/2025 sulle retribuzioni dei dipendenti pubblici, documento previsto dalla normativa vigente e che offre una fotografia aggiornata delle dinamiche salariali nella Pubblica Amministrazione italiana.
Il rapporto, frutto dell’attività di studio dell’Aran, analizza vari aspetti del sistema retributivo, con particolare attenzione alle effettive retribuzioni nel settore pubblico e ai confronti tra comparti e territori. Una delle evidenze principali è la relativa omogeneità salariale tra Nord e Sud, in particolare nel comparto sanitario: pur sussistendo scarti nell’ordine di qualche migliaio di euro tra diverse aree geografiche, le differenze non configurano fratture profonde e riflettono in larga parte l’effetto di scelte gestionali locali più che differenziali strutturali.
Nel dettaglio, ad esempio, gli infermieri percepiscono una retribuzione media annua intorno ai 36 000 euro, gli assistenti amministrativi circa 29 500 euro e gli operatori sociosanitari circa 28 100 euro, con scarti che emergono soprattutto su base territoriale ma non testimoniano un divario fortemente marcato.
La seconda parte del rapporto allarga l’analisi all’intero settore pubblico, confrontando l’andamento delle retribuzioni contrattuali con quello del settore privato fino al terzo trimestre del 2025. In questo quadro, la crescita tendenziale dei salari nel pubblico impiego rimane superiore all’inflazione, anche se con segni di rallentamento rispetto ai periodi precedenti.
Il Rapporto semestrale dell’Aran costituisce un punto di riferimento per policymaker, sindacati e stakeholder del settore pubblico, fornendo dati aggiornati per orientare le negoziazioni contrattuali e le decisioni di politica del lavoro, in un momento in cui la dinamica salariale rimane al centro delle agende sociali e istituzionali.
Fonte: ARAN