In Italia aumenta il ricorso alle strutture residenziali socio-assistenziali e socio-sanitarie, ma l’offerta continua a essere fortemente disomogenea sul territorio. Al 1° gennaio 2024 risultano attivi quasi 13mila presidi, con circa 426mila posti letto, pari a 7,2 ogni 1.000 residenti, in crescita del 4,4% rispetto all’anno precedente. Gli ospiti sono oltre 385mila, il 6% in più rispetto al 2023.
La distribuzione geografica conferma un netto divario Nord-Sud: nel Nord-Est si contano 10,5 posti letto ogni 1.000 abitanti, mentre nel Mezzogiorno l’offerta scende a 3,4. Anche il tasso di ricovero degli anziani è molto più elevato nelle regioni settentrionali, dove si concentrano i servizi destinati agli anziani non autosufficienti.
Proprio gli anziani rappresentano la quota principale degli ospiti: tre su quattro hanno almeno 65 anni e oltre il 77% ha superato gli 80 anni. Le donne sono largamente prevalenti e costituiscono il 73% degli anziani accolti. Nel complesso, gli anziani non autosufficienti sono quasi 239mila, a fronte di una dotazione di servizi particolarmente ridotta nel Sud.
Accanto all’utenza anziana, le strutture accolgono circa 72mila adulti tra i 18 e i 64 anni, in prevalenza uomini, spesso con disabilità, patologie psichiatriche o problemi di dipendenza. Gli stranieri adulti ospitati sono poco più di 9mila, pari al 13% del totale, con una concentrazione maggiore nel Nord-Est.
I minori ospitati sono quasi 22mila, metà dei quali stranieri. Sei su dieci hanno tra gli 11 e i 17 anni e oltre un terzo entra in struttura per difficoltà legate al contesto familiare. I minori stranieri non accompagnati sono circa 4.500 e nel 90% dei casi sono adolescenti tra i 15 e i 17 anni; la loro permanenza è generalmente inferiore a un anno.
Nei presidi operano complessivamente quasi 395mila persone, tra dipendenti, volontari e operatori del servizio civile. Il personale retribuito è circa 355mila unità e nel 13,5% dei casi è composto da cittadini stranieri, soprattutto nel Nord. La gestione delle strutture è prevalentemente privata: il 76% è affidato a organismi privati, oltre la metà dei quali appartiene al non profit.
Il quadro che emerge segnala una crescita dell’offerta e dell’utenza, ma anche la persistenza di forti squilibri territoriali, soprattutto nell’assistenza agli anziani non autosufficienti, che continuano a trovare nel Sud una risposta residenziale molto più limitata rispetto al resto del Paese.
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