Con il decreto n. 214 del 3 dicembre 2025, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’8 gennaio ed efficace dal 27 gennaio 2026, il Ministero dell’Economia e delle Finanze introduce un quadro regolatorio organico per i giochi numerici affidati in concessione. Il provvedimento attua la riforma del settore prevista dalla legge delega fiscale e dal decreto legislativo sul riordino dei giochi pubblici, definendo regole comuni per i giochi a quota fissa e per quelli a totalizzatore nazionale.
Il regolamento chiarisce anzitutto le finalità e le definizioni fondamentali, individuando il ruolo dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli come autorità di regolazione e controllo, e quello dei concessionari privati selezionati tramite gara. I giochi numerici vengono distinti in due grandi categorie: quelli a quota fissa, come Lotto, 10eLotto e MillionDay, e quelli a totalizzatore nazionale, come SuperEnalotto, Eurojackpot e Win for Life.
Ampio spazio è dedicato alle modalità di partecipazione e alle tipologie di giocate, che possono avvenire sia presso i punti fisici sia a distanza. Il decreto stabilisce i limiti economici: la singola posta di gioco va da 10 centesimi a 200 euro, mentre l’importo complessivo di una giocata non può superare i 1.000 euro, salvo specifiche eccezioni. Vengono inoltre regolati abbonamenti, prenotazioni, giocate sistemistiche e a caratura.
Il testo disciplina nel dettaglio anche i sistemi di estrazione, che possono avvenire tramite urne elettroniche o generatori di numeri casuali certificati, fissando tempi minimi e massimi per la frequenza delle estrazioni. Le vincite sono soggette a regole uniformi su probabilità, payout e montepremi: la restituzione al giocatore non può scendere sotto il 50 per cento né superare il 78 per cento della raccolta, mentre per i giochi a totalizzatore è garantita una quota minima di utile erariale pari al 20 per cento.
Importanti le novità su riscossione e trasparenza. Le vincite devono essere richieste entro 60 giorni, che salgono a 90 per SuperEnalotto ed Eurojackpot, pena il versamento all’erario. Le ricevute di gioco diventano il titolo essenziale per il pagamento e sono soggette a obblighi di conservazione e tracciabilità. Prevista anche una procedura di reclamo presso l’Agenzia delle dogane e dei monopoli.
Il regolamento rafforza infine i meccanismi di vigilanza, affidati a commissioni dedicate, e introduce criteri per la sperimentazione e la digitalizzazione delle formule di gioco. Entro sei mesi dall’entrata in vigore, l’Agenzia dovrà adeguare le formule esistenti alle nuove regole, completando così il riordino di uno dei settori più rilevanti del gioco pubblico.
Fonte: Gazzetta Ufficiale