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Il valore della “Dop economy” supera i venti miliardi

Il rapporto Ismea-Qualivita 2024 conferma l'eccellenza italiana, asset strategico contro le crisi e volano di sviluppo per il Sud: ma servono sostenibilità e digitalizzazione per il futuro
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I prodotti agroalimentari e vitivinicoli a indicazione geografica (DOP, IGP e STG) si confermano un pilastro strategico per l’economia italiana. È quanto emerge dalla XXII edizione del Rapporto Ismea-Qualivita 2024, che attesta il valore complessivo della produzione certificata per il secondo anno consecutivo sopra i 20 miliardi di euro, raggiungendo quota 20,2 miliardi di euro (+0,2% su base annua nel 2023).

Un settore stabile nonostante le crisi

Nonostante gli aumenti dei costi di produzione e l’impatto dei cambiamenti climatici, la cosiddetta “Dop Economy” mantiene una straordinaria stabilità, rappresentando circa un quinto (il 19%) del valore totale della produzione agroalimentare nazionale. Il sistema conta circa 195.000 operatori e genera lavoro per oltre 847.000 occupati nelle filiere certificate.

L’analisi dei dati del 2023 evidenzia andamenti diversi: il settore Cibo DOP IGP STG è in crescita, raggiungendo 9,17 miliardi di euro (+3,5%), mentre il settore Vino DOP IGP registra un lieve calo, attestandosi a 11,03 miliardi di euro (-2,3%).

Impatto territoriale e mercati

L’impatto economico delle indicazioni geografiche si dimostra particolarmente dinamico nel Sud e Isole, che registra il risultato migliore di sempre con una crescita del +4,0%. Stabile il Nord-Est (che detiene il 54% del valore totale), bene il Nord-Ovest (+1,5%), in frenata il Centro (-3,9%).

Sul fronte delle esportazioni, il valore totale si mantiene sui livelli record, raggiungendo 11,6 miliardi di euro (-0,1%). La crescita nei Paesi UE (+5,3%) ha compensato il calo registrato nei Paesi Extra-UE (-4,6%). Nel mercato interno, la spesa dei consumatori per i prodotti DOP IGP nella Grande Distribuzione Organizzata (GDO) è cresciuta del +7,2%, superando i 5,9 miliardi di euro.

Il nuovo regolamento UE: sostenibilità e turismo Dop

Il Regolamento UE 2024/1143, in vigore da maggio 2024, è una delle novità normative più rilevanti e assegna ai Consorzi di tutela un ruolo potenziato, rendendoli attori centrali nello sviluppo del sistema.

Il regolamento unifica le disposizioni relative alle indicazioni geografiche e definisce le sfide future:

  • Sostenibilità: i Consorzi sono chiamati a passare da semplici custodi delle norme a promotori e coordinatori di azioni concrete, con priorità su riduzione delle emissioni, gestione sostenibile delle risorse e trasparenza verso i consumatori, anche attraverso la relazione annuale sulla sostenibilità.
  • Turismo DOP: viene riconosciuta ai Consorzi la competenza aggiuntiva nella gestione delle attività turistiche. Il rapporto Ismea-Qualivita mette in guardia contro il rischio di “effetto Disneyland” e l’eccessiva “musealizzazione” dei territori, chiedendo una revisione organica della normativa per affrontare l’overtourism e tutelare l’autenticità del marchio.

Sfide future: digitalizzazione e leadership

L’avanzata tecnologica, dall’intelligenza artificiale alla Blockchain, impone al settore di sviluppare un proprio ecosistema digitale per conoscere meglio le abitudini dei consumatori globali. L’Italia, con 856 prodotti a indicazione geografica, si conferma il Paese con il maggior numero di DOP IGP STG al mondo, un primato che le impone di continuare a investire in innovazione e tutela per plasmare il futuro del Made in Italy agroalimentare, affrontando anche i mutamenti in settori come il vino dealcolato e la competizione nell’olio d’oliva.

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