Il Garante per la protezione dei dati personali ha pubblicato la nuova edizione della guida “Social privacy. Come tutelarsi nell’era dei social media”, un vademecum agile e aggiornato che mira ad accrescere la consapevolezza di minori, genitori e utenti sui diritti, i rischi e gli strumenti di tutela nell’utilizzo delle piattaforme digitali.
La doppia faccia della vita digitale
L’Autorità sottolinea come i social network siano ormai una “piazza digitale” dove la vita online e offline si sovrappongono: ciò che accade in rete ha un impatto sempre più diretto sulla quotidianità e sulle relazioni. Nonostante le piattaforme offrano la possibilità di semplificare i contatti e scambiare informazioni con un numero vastissimo di persone, amplificano al contempo i pericoli legati a un uso improprio dei dati personali.
Tra i rischi evidenziati ci sono i furti di identità, gli abusi, i danni alla reputazione e la diffusione di fake news. Il modello di business di questi servizi, apparentemente “gratuiti”, si basa infatti sulla vendita di pubblicità mirate, il cui valore deriva dalla capacità delle aziende di analizzare e prevedere i comportamenti degli utenti attraverso i loro dati.
Tutela dei minori e l’azione del Garante
Una sezione specifica è dedicata ai minori, la cui vulnerabilità è accresciuta dalla scarsa consapevolezza delle conseguenze di un “click”. La normativa privacy (GDPR) prevede per loro una tutela rafforzata: in Italia, il limite di età per accedere ai servizi della società dell’informazione senza il consenso genitoriale è fissato a 14 anni. È previsto inoltre che le informative rivolte ai più giovani siano scritte con un linguaggio particolarmente chiaro e semplice.
Il Garante non si limita a fornire consigli, ma agisce concretamente per tutelare gli utenti, in particolare nella verifica dell’età. L’Autorità è intervenuta in passato per ottenere l’eliminazione di profili di minori sotto i 13 anni da piattaforme come TikTok e ha agito nei confronti di sistemi di intelligenza artificiale, come Replika e ChatGPT, per l’adozione di sistemi di verifica dell’età e l’adeguamento alla normativa sulla privacy.
L’Autorità è anche un punto di riferimento fondamentale per le vittime di cyberbullismo e revenge porn, offrendo la possibilità di richiedere la rimozione dei contenuti.
I concetti chiave per la navigazione sicura
La guida stabilisce alcune verità fondamentali per un uso consapevole della rete, vere e proprie “avvisi ai naviganti”:
- Non è un far west: Le regole di civile convivenza e le leggi che tutelano dalla diffamazione valgono online come offline.
- Per sempre o quasi: Una volta pubblicati, i dati e i contenuti perdono il controllo dell’utente e possono essere diffusi anche a distanza di anni.
- Il mito dell’anonimato: Non è difficile risalire all’identità di chi commette reati online.
- Disattivazione o cancellazione?: Anche dopo la cancellazione definitiva di un profilo, alcuni contenuti potrebbero rimanere memorizzati nei sistemi delle piattaforme.
- Non sono io!: Attenzione ai falsi profili che possono impadronirsi della nostra identità online.
A supporto della consapevolezza, il vademecum include un glossario che definisce termini cruciali come Deepfake, Sexting, Revenge porn e Sharenting (la condivisione costante da parte dei genitori di contenuti che riguardano i propri figli), sui quali il Garante pone particolare attenzione per i rischi sull’identità digitale dei minori.
I 15 consigli per proteggere i dati
Per un uso sicuro dei social, il Garante fornisce 15 consigli pratici che coprono ogni aspetto della navigazione:
- Impostazioni e pubblicazione: Controllare periodicamente le impostazioni privacy e impostare gli account su “privato” (soprattutto per i giovani). Prima di pubblicare, chiedersi se il contenuto piacerà anche in futuro. Evitare il “check-in” disattivando la geolocalizzazione quando non strettamente necessario.
- Contratti e scelte: Leggere le informative e non cliccare subito su “accetta tutto” sui banner cookie, per rifiutare quelli non essenziali. Prestare attenzione al “design ingannevole” delle app che spingono a fornire più dati.
- Sicurezza e igiene digitale: Scegliere password complesse e configurare l’autenticazione a due fattori. Fare pulizia chiudendo i profili non più usati e aggiornare sempre app e programmi.
- Fiducia e cautela: Non fidarsi di messaggi sospetti che arrivano anche da amici noti e non connettersi a reti Wi-Fi pubbliche non protette.
In sintesi, la guida è uno strumento essenziale per educare gli utenti a non accettare passivamente il costo della gratuità dei social, ricordando che, fornendo i propri dati personali, ci si domanda sempre: “Sto facendo un buon affare?”.