Istat, continua la diminuzione delle partecipate pubbliche
Pubblica amministrazione 25 Gennaio 2023, di redazioneNel 2020 sono 7.969, il 2,5% in meno rispetto al 2019

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Le unità economiche partecipate dal settore pubblico nel 2020 sono 7.969, il 2,5% in meno rispetto al 2019. Si riduce, in particolare, il numero delle unità attive nei settori dell’Industria e dei Servizi (-2,7%) e di quelle partecipate direttamente da almeno un’amministrazione pubblica regionale o locale (-4,5%). La produttività media (valore aggiunto per addetto) delle controllate pubbliche diminuisce del 9,3% e risulta pari a 94.916 euro contro i 44.500 euro del totale nazionale del settore Industria e Servizi. Il Ministero dell’economia e delle finanze si conferma l’ente più rilevante: controlla oltre il 53,1% del totale degli addetti delle imprese a controllo pubblico.
Calo di addetti soprattutto nelle imprese a partecipazione pubblica minoritaria
Nel 2020 le unità economiche partecipate dal settore pubblico sono 7.969 e impiegano 908.571 addetti. Si registra rispetto al 2019 un’ulteriore riduzione (registrata dal 2012) del 2,5% in termini di unità e del 2,6% in termini di addetti. Il calo del numero di addetti colpisce in particolare le imprese con partecipazioni minoritarie con quote fino al 20% (-7,8%). Delle 7.969 unità economiche a partecipazione pubblica, 5.622 sono imprese attive operanti nel settore dell’Industria e dei Servizi sulle quali si concentrano le analisi di seguito presentate. Queste unità assorbono il 95,6% degli addetti delle unità partecipate: rispetto al 2019 si riducono del 2,7% e del 2,9% rispettivamente in termini di unità e di addetti. Aumentano (+4,1%) invece le partecipate pubbliche degli altri settori, quali imprese agricole, istituzioni non profit e istituzioni pubbliche che crescono anche in termini di addetti (+3,1%). Le partecipate non attive, che hanno comunque presentato una dichiarazione contabile o fiscale nel 2020, si riducono del 16,1%.
Stabile la dimensione media delle imprese partecipate
La dimensione media delle 5.622 imprese attive partecipate, operanti nei settori dell’economia di mercato dell’Industria e dei Servizi, è di 155 addetti, valore che sale a 414 per le società per azioni. Le imprese partecipate che si costituiscono con forma giuridica di società per azioni rappresentano la quota più rilevante in termini di addetti (83,9%); mentre sono più rappresentative in termini di numero di unità economiche quelle organizzate in società a responsabilità limitata (43,9%) ; seguono i Consorzi di diritto privato e altre forme di cooperazione tra imprese (con il 18,6% in termini di unità e il 2,9% in termini di addetti), le società cooperative (3,7% in termini di unità e 2% di addetti), il rimanente 2,5% include aziende speciali, aziende pubbliche di servizi, Autorità indipendenti ed Enti pubblici economici (1,6% di addetti). Il 61,3% delle imprese attive è partecipato da soggetti pubblici per una quota di partecipazione superiore al 50% (condizione che le definisce “controllate”), con un peso in termini di addetti pari al 67,1%. Le imprese partecipate con quota inferiore al 20%, sono il 23,9% in termini di unità e il 28,6% in termini di addetti; infine, il 14,7% è partecipato per una quota di capitale compresa tra il 20% e il 50% (4,3% in termini di addetti). La riduzione delle partecipate attive è influenzata dal calo delle partecipazioni minoritarie (-4,7% con quota inferiore al 20%; -4,3% con quota compresa tra il 20% e il 50%). Le imprese partecipate pubbliche attive sono classificabili anche in base alle diverse modalità di controllo della Pubblica Amministrazione. Si identificano tre tipologie: a partecipazione pubblica prossima, cioè partecipate direttamente da una Pubblica Amministrazione; sono il 62,4% e impiegano 587.449 addetti, corrispondente al 67,6% degli addetti delle partecipate pubbliche attive; controllate da gruppi pubblici (cioè gruppi aventi come vertice una PA), il cui capitale è controllato indirettamente tramite altre unità appartenenti al gruppo; sono il 19,8% delle partecipate pubbliche attive e rappresentano il 18,9% degli addetti; partecipate da controllate pubbliche. Si tratta di imprese partecipate da soggetti controllati a loro volta da gruppi pubblici. Le imprese attive di questo tipo sono il 17,8% e assorbono il 13,5% degli addetti totali delle partecipate attive.
Ancora in calo in tutto il territorio il numero di imprese a partecipazione pubblica
Negli ultimi anni il numero di imprese attive a partecipazione pubblica si è ridotto notevolmente, con una flessione del 25,8% rispetto al 2012ii . In particolare, tra il 2019 e il 2020 la riduzione è del 2,7%, con variazioni che oscillano a livello di ripartizione territoriale tra il -4,2% del Sud e il -1,3% del Nord-est. La maggiore concentrazione di addetti si conferma, anche nel 2020, nel Centro Italia (47,3% del totale) dove è presente il 23,6% delle imprese partecipate. In questa ripartizione la dimensione media delle imprese partecipate è di 310 addetti, valore fortemente influenzato dalle 594 partecipate localizzate nel Lazio (nonostante il decremento del 3,1% rispetto al 2019) che presentano una dimensione media di 590 addetti e impiegano il 40,3% degli addetti. Molto simile la numerosità di imprese partecipate nelle due ripartizioni del Nord: il Nord-est (27,9%) impiega il 14,4% di addetti e presenta una dimensione media di 80 addetti; mentre nel Nord-ovest è la Lombardia ad avere il maggior peso in termini di partecipate pubbliche (17,4%), con il 17,1% degli addetti e una dimensione media di 152 addetti.
Gran parte delle partecipate pubbliche operano nei Servizi e nelle Utility
Il settore delle Attività professionali, scientifiche e tecniche (con il 14,5% di imprese e il 3% di addetti) si conferma il settore di attività economica con il maggior numero di imprese attive partecipate, seguito da quello della Fornitura di acqua, reti fognarie, attività di trattamento dei rifiuti e risanamento (12,7% di imprese e 11,5% di addetti). In termini di addetti il settore più rilevante è invece il Trasporto e magazzinaggio (10,7% delle imprese partecipate e 30,6% di addetti). Una contrazione importante rispetto al 2019 (-4,8%) delle imprese attive partecipate si registra nella classe di addetti (1-19). Il 92,3% degli addetti delle partecipate pubbliche è concentrato nella classe con almeno 100 addetti, con una prevalenza in termini di imprese nel settore Fornitura di acqua; reti fognarie, attività di trattamento dei rifiuti e risanamento (202 imprese partecipate e 86.936 addetti) e in termini di addetti nel Trasporto e magazzinaggio (257.090 addetti e 148 imprese partecipate).
In calo le partecipate da enti locali
Su 5.622 imprese attive partecipate, 3.791 sono partecipate direttamente da almeno un’amministrazione pubblica regionale o locale oppure sono appartenenti a gruppi che hanno al proprio vertice un ente territoriale (partecipate locali). Esse impiegano 410.784 addetti, corrispondenti al 47,3% del totale di riferimento. Rispetto all’anno precedente si registra un calo del 4,5% nel numero delle partecipate da enti locali e del 4,7% degli addetti. Il settore Attività professionali, scientifiche e tecniche (-3,8%) si riconferma quello con il maggior numero di partecipate locali (580 con 12.112 addetti). Seguono la Fornitura di acqua; rete fognarie, attività di trattamento dei rifiuti e risanamento (con 557 imprese partecipate e 80.581 addetti) e il Trasporto e magazzinaggio (414 imprese partecipate e 84.915 addetti). Rispetto al totale delle imprese partecipate, i settori in cui gli enti locali partecipano in misura più rilevante sono la Sanità e l’assistenza sociale (88,1% delle partecipate, 93,9% di addetti) e l’Istruzione (86,1% delle partecipate, 88,4% di addetti).
Più della metà di addetti nelle imprese controllate dal Mef
Se si restringe l’analisi alle sole imprese controllate, si individuano 3.448 imprese attive a controllo pubblico, per un totale di 582.669 addetti e una dimensione media di 169 addetti. Fra queste 2.272 appartengono a gruppi che hanno al vertice un’unica amministrazione pubblica, occupano 490.477 addetti e hanno una dimensione media di 216 addetti. Le rimanenti 1.176 (92.191 addetti) fanno invece riferimento a gruppi con al vertice una pluralità di amministrazioni pubbliche, che esercitano il controllo in modo congiunto oppure attraverso singole unità (non appartenenti a gruppi) il cui capitale è controllato in modo congiunto da più amministrazioni pubbliche. Nel 2020 il numero di imprese a controllo pubblico continua a scendere dell’1,5% rispetto al 2019 mentre gli addetti rimangono stabili (-0,1%). Attraverso il controllo diretto o indiretto esercitato sui grandi gruppi, il Ministero dell’economia e delle finanze rimane il soggetto controllante di maggiore rilevanza in termini di occupazione, con il 53,1% di addetti delle controllate pubbliche. Il numero di imprese controllate dal Mef cresce del 3,7%, ma si riduce la loro dimensione media (920 addetti contro i 962 del 2019). Le Province, le Città Metropolitane e i Comuni controllano in totale 1.488 imprese (43,2% delle controllate pubbliche) e occupano 134.161 addetti (con un’incidenza pari al 23% del totale). Rispetto agli addetti impiegati, le controllate pubbliche dei Ministeri e altre amministrazioni centrali, svolgono in prevalenza attività nei settori del Trasporto e magazzinaggio e Manifatturiero, mentre le controllate pubbliche delle amministrazioni locali operano nei settori del Trasporto e magazzinaggio e della Fornitura di acqua; reti fognarie, attività di trattamento dei rifiuti e risanamento.
Crollo del valore aggiunto delle controllate pubbliche nel primo anno di pandemia
Nel 2020, primo anno di crisi dovuta alla pandemia da Covid-19, complessivamente, al netto delle attività finanziarie e assicurative, le imprese a controllo pubblico generano oltre 52 miliardi di valore aggiunto (il 7% di quello prodotto dal settore dell’Industria e dei Servizi) con un crollo del 9,4% rispetto al 2019. L’incidenza sul valore aggiunto rimane però stabile all’8,9%, se si considerano le forme giuridiche tipiche delle controllate pubbliche (società di capitali), perché la contrazione del valore aggiunto ha riguardato l’intero settore dell’Industria e dei Servizi. I settori più rilevanti in termini di valore aggiunto si confermano la Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata, che, in controtendenza, aumenta, realizzando il 67,1% del valore aggiunto dell’intero settore di riferimento (65,8% nel 2019) e la Fornitura di acqua; reti fognarie, attività di trattamento dei rifiuti e risanamento, con il 59,8% del valore aggiunto dell’intero settore di riferimento (60,2% nel 2019). Nell’Attività estrattiva, il calo del valore aggiunto è consistente: il suo peso sul settore di riferimento scende al 37% contro il 63,8% del 2019. Il valore aggiunto per addetto scende a 94.916 euro (104.681 nel 2019), valore fortemente influenzato dal settore della Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata, in cui si concentrano le grandi aziende di Stato. Al netto di tale settore, la produttività delle controllate pubbliche diminuisce fino a 67.256 euro. Rispetto al totale complessivo delle società di capitali, nelle società a controllo pubblico il costo del lavoro rappresenta l’8% (con un valore medio per dipendente di 53.181 euro) e la retribuzione lorda rappresenta il 7,9% (valore medio per dipendente pari a 37.563 euro).
Fonte: Istat
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