Con il lockdown è stato la soluzione per la tenuta del mercato del lavoro: passata l’emergenza sanitaria per molti italiani il “telelavoro” è rimasto comunque la regola, tanto che a oltre un anno dallo scoppio della pandemia da Coronavirus in Italia ci sono ancora 5,4 milioni di lavoratori dipendenti “agili” (oltre 7 milioni se si considerano anche gli autonomi, il 32% del totale).
Dai dati relativi ai lavoratori italiani, emerge che nel nostro Paese 8 dipendenti su 10 apprezzano lo Smart Working per diversi motivi. Tuttavia, se da una parte questa forma di lavoro flessibile è sempre più richiesta e apprezzata, esistono ancora alcuni ostacoli che impediscono al lavoro agile di estendersi su larga scala. Vediamone sinteticamente alcuni vantaggi e svantaggi.
Lo smart working aiuta sicuramente a diminuire gli infortuni in itinere (-38,3%) ma apre a nuovi rischi per la salute dei lavoratori: 2,6 milioni di dipendenti ‘smart’ lamentano problemi di salute legati alla postazione di lavoro mentre aumenta lo stress collegato ai tempi di lavoro dilatati e dall’ansia da prestazione (49,7%), dall’indebolimento delle relazioni aziendali (49,7%), dalla paura di marginalizzazione (47%) e dalla disaffezione verso il lavoro (39,9%).
A sottolineare il doppio livello dell’impatto dell’emergenza sanitaria sulla sicurezza sul lavoro è l’indagine della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro ‘Salute e sicurezza sul lavoro nella pandemia: nuovi rischi e prospettive di evoluzione dei modelli di gestione’ che sarà illustrata oggi, 20 maggio 2021, durante il Forum Annuale della Sicurezza sul Lavoro, in diretta streaming sul sito www.consulentidellavoro.it. “È evidente la necessità di un cambio di paradigma nell’affrontare i temi connessi alla sicurezza sul lavoro, anche in considerazione della capillarità della diffusione dei nuovi modelli organizzativi che interessano tanto la piccola che la grande impresa” afferma Rosario De Luca, Presidente della Fondazione Studi. Che aggiunge: “L’ultimo anno ha dimostrato che la sicurezza, prima che un adempimento, è un valore su cui investire, anche in tema di formazione. A tutti i livelli e per tutte le professionalità”.