Venerdì 5 giugno 2026
Venerdì 5 giugno 2026

Società consociata

Consiglio di Stato: legittimo il provvedimento anche senza comunicazione di avvio se il contenuto è vincolato. Ribadito l’obbligo di subingresso nei titoli per attività di gioco

Con la sentenza n. 03793/2026 REG.PROV.COLL. (ric. n. 09856/2025), pubblicata il 13/05/2026, il Consiglio di Stato chiarisce che la mancata comunicazione di avvio del procedimento non comporta l’annullamento dell’atto quando, ai sensi dell’art. 21-octies l. n. 241/1990, il provvedimento non avrebbe potuto avere contenuto diverso. Ribadito inoltre che le autorizzazioni per l’esercizio di attività di gioco non si trasferiscono automaticamente in caso di cessione o gestione dell’azienda, essendo necessario il subingresso.

Parchi nazionali, la perimetrazione provvisoria è atto tecnico e non richiede intesa: respinto l’appello dell’amministrazione regionale

Il Consiglio di Stato ribadisce che la delimitazione provvisoria dei parchi nazionali ha natura cautelare e tecnico-scientifica e si fonda su istruttoria specialistica, senza necessità di previa intesa regionale. Diversa è la fase della perimetrazione definitiva, che richiede il coinvolgimento degli enti territoriali secondo i principi di leale collaborazione.

Zonizzazione “satura” anche su aree inedificate: ampia discrezionalità al piano urbanistico e sindacato limitato del giudice amministrativo

Il Consiglio di Stato ribadisce che la pianificazione urbanistica può confermare la classificazione di “zona edificata satura” anche su lotti non edificati, purché la scelta sia coerente con gli obiettivi generali del piano e non presenti manifeste illogicità o travisamenti. Il sindacato del giudice resta limitato alla sola verifica di errori macroscopici.

Consiglio di Stato: l’annullamento regionale del permesso di costruire richiede sempre la comparazione tra interesse pubblico e affidamento del privato

Con la sentenza n. 03781/2026 REG.PROV.COLL. (n. 05087/2024 REG.RIC.), la Sezione Quarta chiarisce che il potere di annullamento d’ufficio in materia edilizia non può fondarsi sulla sola illegittimità del titolo, ma esige un interesse pubblico concreto e attuale, adeguatamente motivato e bilanciato con l’affidamento consolidato del privato.