Consiglio di Stato: i servizi opzionali non vanno necessariamente descritti in offerta se già compiutamente disciplinati dalla lex specialis
La Sezione Terza chiarisce che, nelle gare pubbliche, l’operatore non è tenuto a illustrare nel dettaglio prestazioni opzionali già integralmente definite dalla documentazione di gara, dovendosi privilegiare un’interpretazione sostanziale e non formalistica della lex specialis, in linea con i principi del risultato e del favor partecipationis.
Consiglio di Stato: legittimo il provvedimento anche senza comunicazione di avvio se il contenuto è vincolato. Ribadito l’obbligo di subingresso nei titoli per attività di gioco
Con la sentenza n. 03793/2026 REG.PROV.COLL. (ric. n. 09856/2025), pubblicata il 13/05/2026, il Consiglio di Stato chiarisce che la mancata comunicazione di avvio del procedimento non comporta l’annullamento dell’atto quando, ai sensi dell’art. 21-octies l. n. 241/1990, il provvedimento non avrebbe potuto avere contenuto diverso. Ribadito inoltre che le autorizzazioni per l’esercizio di attività di gioco non si trasferiscono automaticamente in caso di cessione o gestione dell’azienda, essendo necessario il subingresso.
Permesso edilizio e comproprietà: il Consiglio di Stato chiarisce i limiti tra decadenza e annullamento d’ufficio
Con la sentenza n. 3810/2026, il Consiglio di Stato definisce i confini tra annullamento d’ufficio e decadenza del titolo edilizio, ribadendo gli obblighi istruttori della PA sulla legittimazione del richiedente e la natura degli atti fondati su circostanze sopravvenute.
Contributo di costruzione e lottizzazioni esaurite: gli oneri sono comunque dovuti se il nuovo intervento determina un ulteriore carico urbanistico
Il Consiglio di Stato ribadisce che il rilascio del permesso di costruire resta subordinato al pagamento degli oneri di urbanizzazione anche in aree già completamente urbanizzate e oggetto di precedenti lottizzazioni, quando il nuovo intervento comporta una diversa e più intensa utilizzazione del territorio
Parchi nazionali, la perimetrazione provvisoria è atto tecnico e non richiede intesa: respinto l’appello dell’amministrazione regionale

Il Consiglio di Stato ribadisce che la delimitazione provvisoria dei parchi nazionali ha natura cautelare e tecnico-scientifica e si fonda su istruttoria specialistica, senza necessità di previa intesa regionale. Diversa è la fase della perimetrazione definitiva, che richiede il coinvolgimento degli enti territoriali secondo i principi di leale collaborazione.
Conflitto di interessi negli organi elettivi: nessuna legittimazione automatica dei consiglieri all’impugnazione degli atti

Il Consiglio di Stato chiarisce che la presenza di amministratori in conflitto di interessi non legittima automaticamente gli altri consiglieri ad agire in giudizio né comporta l’invalidità generalizzata della deliberazione, salvo la prova di una concreta incidenza sulle prerogative individuali connesse allo ius ad officium.
Depuratori e AIA: decisivo il criterio della “non garanzia” di conformità dei reflui alla direttiva UE

Il Consiglio di Stato chiarisce che un impianto di depurazione che riceve reflui industriali senza assicurazione del previo rispetto dei limiti di immissione in fognatura rientra nella categoria IPPC 6.11 ed è soggetto ad AIA, risultando irrilevante la natura mista delle acque o l’integrazione con il servizio idrico
Zonizzazione “satura” anche su aree inedificate: ampia discrezionalità al piano urbanistico e sindacato limitato del giudice amministrativo
Il Consiglio di Stato ribadisce che la pianificazione urbanistica può confermare la classificazione di “zona edificata satura” anche su lotti non edificati, purché la scelta sia coerente con gli obiettivi generali del piano e non presenti manifeste illogicità o travisamenti. Il sindacato del giudice resta limitato alla sola verifica di errori macroscopici.
Consiglio di Stato: l’annullamento regionale del permesso di costruire richiede sempre la comparazione tra interesse pubblico e affidamento del privato

Con la sentenza n. 03781/2026 REG.PROV.COLL. (n. 05087/2024 REG.RIC.), la Sezione Quarta chiarisce che il potere di annullamento d’ufficio in materia edilizia non può fondarsi sulla sola illegittimità del titolo, ma esige un interesse pubblico concreto e attuale, adeguatamente motivato e bilanciato con l’affidamento consolidato del privato.