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Via libera dal Governo al Piano Strategico della Mobilità Sostenibile da 3,7 miliardi

Il piano Mit punta al rinnovo parco bus con mezzi meno inquinanti
giornale dei comuni

Stanziati 3,7 miliardi di euro per il nuovo Piano Strategico della Mobilità Sostenibile, che punta a un miglioramento della qualità dell’aria nelle città italiane oltre a fornire uno slancio per il comparto industriale nazionale della produzione di autobus.

È stato firmato, infatti, a Palazzo Chigi il Dpcm, proposto dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli, che adotta il Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile da 3,7 miliardi di euro.

“Il Piano, in particolare, – si legge in una nota del Mit – punta al rinnovo dei parco autobus adibiti al trasporto pubblico locale con mezzi meno inquinanti (elettrici, a metano o a idrogeno) e più moderni. In media attualmente in Italia gli autobus usati hanno circa 11,4 anni, a fronte dell’età media europea di circa 7,5 anni. L’obiettivo del Piano è dunque quello di ridurre la vetustità di queste vetture, di promuovere il miglioramento della qualità dell’aria, ricorrendo a tecnologie innovative in linea con gli accordi internazionali e con le disposizioni normative della Unione Europea, nonché  di rilanciare la filiera industriale di produzione di autobus”.

Con questo obiettivo è previsto uno stanziamento statale complessivo di 3,7 miliardi di euro che si estende su un arco temporale di quindici anni nel periodo dal 2019 al 2033.

Le risorse del Piano verranno erogate in 3 periodi quinquennali a partire dal 2019, in base a criteri prefissati (che terranno conto ad esempio del numero di passeggeri trasportati e del numero di mezzi circolanti) su tre graduatorie distinte: una per i comuni capoluogo di città metropolitane e Comuni capoluogo di provincia ad alto inquinamento di PM10 e biossido di azoto (a cui verranno assegnati limitatamente al primo quinquennio di applicazione 398 milioni di euro); una per i comuni e le città metropolitane con più di 100.000 abitanti (a cui andrà 1,1 miliardi  di euro); una per le Regioni (a cui verranno ripartiti 2,2 miliardi di euro).

Il Dpcm, atteso da anni, prevede inoltre che al sud debba andare non meno del 34% delle risorse stanziate. Viene anche stabilito che le risorse assegnate nel primo triennio, sino al 50% del contributo concesso, possono essere destinate alla realizzazione della rete infrastrutturale per l’alimentazione alternativa (es. metano, idrogeno, elettrica).

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