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ISTAT: crisi della lettura in Italia, persi 1 milione di lettori in 10 anni, ma giovani e biblioteche salvano il bilancio

I dati Istat descrivono un paese diviso: le donne e i ragazzi trascinano un settore in calo, mentre il Sud e le famiglie meno abbienti restano indietro. Il libro cartaceo resiste all'avanzata del digitale
libri

L’Italia sta progressivamente allontanandosi dai libri. Negli ultimi 10 anni il numero di lettori è calato, scendendo al 57% della popolazione sopra i 6 anni nel 2024, significa che 23 milioni di italiani non hanno sfogliato una pagina negli ultimi 12 mesi. A fotografare lo scenario è l’ultimo Report dell’Istat, che mostra un’unica nota di stabilità: la frequentazione delle biblioteche, rimane invariata al 15% rispetto a 10 anni fa.

Il calo della lettura risparmia i giovanissimi. I ragazzi tra gli 11 e i 14 anni si confermano i lettori più assidui con un record del 79%, con l’avanzare dell’età, però, l’interesse crolla fino a toccare il livello minimo tra gli over 75, dove la quota di lettori scende al 37%, oltre all’età, a tracciare una linea netta tra chi legge e chi no, sono il genere e le disuguaglianze sociali.

Le donne continuano a leggere più degli uomini (63% contro 51%), prediligendo la narrativa italiana e straniera per passione o relax, mentre gli uomini mostrano un interesse per saggistica, fumetti e fantascienza. Resta il divario geografico ed economico: nel Centro-Nord legge oltre il 60% dei cittadini, contro il 47% del Mezzogiorno. Inoltre, chi appartiene a una famiglia agiata o ha un titolo di studio elevato legge 3 volte tanto rispetto a chi ha un reddito basso o si è fermato alla licenza media.

Tra le ragioni di questo distacco, il 35% dei non lettori dichiara apertamente che la lettura annoia o non appassiona, un dato che tra gli adolescenti sale al 52%. C’è poi un 26% che accusa la mancanza di tempo libero e un 15% che preferisce forme di intrattenimento come televisione, cinema e social media.

Anche l’approccio dei più piccoli riflette i modelli familiari. Tra i bambini fino a 5 anni, il 52% sfoglia o colora libri ogni giorno. In questo contesto il ruolo dei genitori è determinante, ma sbilanciato: il 39% dei bambini legge quotidianamente insieme alla mamma, mentre il 25% condivide questa abitudine con il papà e la pratica della prelettura è molto frequente nelle famiglie con un livello di istruzione alto.

Sul fronte dei supporti, lo scontro tra carta e digitale vede il trionfo della tradizione, 7 lettori su 10 leggono esclusivamente libri cartacei. Gli e-book e i libri online registrano una flessione dopo il boom del periodo pandemico, fermandosi al 11% della popolazione, mentre gli audiolibri rimangono un fenomeno di nicchia che coinvolge il 2,5% degli italiani.

A resistere alla crisi sono invece le biblioteche, ritornate ai livelli pre-Covid dopo il crollo dovuto alle restrizioni della mobilità. 1 giovane su 3 sotto i 24 anni frequenta questi spazi, che al Nord attirano il 20% dei residenti contro un debole 9% nel Mezzogiorno, se i bambini e gli anziani ci vanno per prendere libri in prestito, per la fascia tra i 15 e i 24 anni la biblioteca ha cambiato volto: è diventata un luogo di studio, di aggregazione e un punto di incontro con gli amici.

Fonte: ISTAT

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