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Ue, nuovi fondi per una mobilità a basse emissioni, si comincia da ferrovie e porti

Stanziamento di 117 milioni di euro per 39 progetti innovativi nel settore dei trasporti
giornale dei comuni

I piani progettuali dovranno ridurre di gran lunga l’inquinamento acustico prodotto dai treni merci, sviluppare e migliorare i collegamenti ferroviari transfrontalieri e modernizzare le maggiori infrastrutture portuali.

I progetti verranno finanziati attraverso il Meccanismo per collegare l’Europa, lo strumento finanziario dell’Ue teso a sostenere i servizi di trasporto. Ad oggi, complessivamente, l’iniziativa ha finanziato 795 progetti per un importo di 22,3 miliardi di euro, mobilitando un investimento di 47,1 miliardi di euro nel settore della mobilità.

Il Meccanismo per collegare l’Europa (MCE) è, appunto, rivolto ai progetti prioritari nel settore dei trasporti, del digitale e dell’energia oltre il 2020 e già guarda alla seconda edizione del programma MCE 2.0 per il periodo 2021-2027.

Il programma promuove reti interoperabili e multimodali per lo sviluppo e la modernizzazione delle infrastrutture ferroviarie, stradali, marittime e di navigazione interna e per una mobilità sicura e protetta. Nel settore dell’energia MCE guarda ad una ulteriore integrazione del mercato europeo dell’energia, migliorando l’interoperabilità transfrontaliera e intersettoriale delle reti energetiche, facilitando la decarbonizzazione e garantendo la sicurezza dell’approvvigionamento. In itinere saranno disponibili finanziamenti anche per i progetti transfrontalieri nel campo dell’energia rinnovabile. Nel definire i criteri di aggiudicazione, viene tenuto conto della coerenza con i piani dell’Unione e nazionali per l’energia e il clima, compreso il principio che pone l’efficienza energetica al primo posto. Entro il prossimo anno la Commissione valuterà la coerenza del regolamento sulle reti transeuropee dell’energia (TEN-E) con gli obiettivi climatici ed energetici dell’Ue.

Nel settore della connettività digitale, la portata del programma viene estesa in considerazione del fatto che la trasformazione digitale dell’economia e della società in generale dipende dall’accesso universale a reti affidabili e convenienti ad alta e ad altissima capacità. La connettività digitale è di fatto considerata un fattore imprescindibile per colmare i divari economici, sociali e territoriali.

 

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