Martedì 21 luglio 2026
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59° anniversario dei trattati di Roma, una riflessione dopo Bruxelles

Dopo gli attentati nella capitale belga è sempre più evidente che l'Europa deve continuare l'unificazione a tutti i livelli, compreso quello militare e di intelligence.
giornale dei comuni

Il Trattato di Roma (Trattato) fu sottoscritto nella capitale italiana il 25 marzo 1957 e rappresenta il momento decisivo del processo costitutivo della Comunita europea. I sei Paesi firmatari (Francia, Germania, Italia, Belgio, Lussemburgo e Olanda) istituirono con detto Trattato una Comunità Economica Europea (CEE) e – con altro trattato sottoscritto lo stesso giorno – la Comunità Europea dell’Energia Atomica, meglio nota come Euratom. Nel 1951 era stato, invece, sottoscritto il Trattato costitutivo della Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio (CECA).
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’esigenza di un processo di integrazione europea fu sentita per prevenire nuovi conflitti in Europa, in particolare riavvicinando Francia e Germania, i maggiori antagonisti continentali delle due guerre mondiali. Il processo di integrazione trovò una prima realizzazione nella CECA, con la quale si mise a fattor comune il settore strategico della produzione del carbone e dell’acciaio, sotto un’Autorità aperta alla partecipazione di altri Stati europei. Con il relativo Trattato, sottoscritto a Parigi il 18 aprile 1951 da Francia, Germania, Italia e dai paesi del Benelux, gli Stati membri rinunciarono a parte della propria sovranità a favore della Comunità, seppur in un unico settore.
Tale iniziativa si poneva in un contesto di più ampio respiro che, in una prospettiva di ricerca d’integrazione tra i Paesi europei, vide nello stesso periodo lo sviluppo di vari altri progetti, fra i quali l’Organizzazione per la Cooperazione Economica Europea del 1948, il Consiglio d’Europa nel 1949 (che adotterà a breve la Convenzione Europea sui Diritti Umani) e l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico nel 1960.

Vogliamo ricordare che nell’attuale contesto economico, politico e militare sono sempre vive le ragioni che portarono all’Unione di sei paesi, ed oggi 28, ma vanno recuperati con forza i principi cardine che sostengono questo processo: pace, sviluppo e solidarietà. Dopo gli attentati di Bruxelles è sempre più palese che l’Europa deve continuare l’ unificazione a tutti i livelli, compreso quello militare e di intelligence. Riprendiamoci lo spirito europeo ed affrontiamo la storia!

 

 

 

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