L’uso di siti web e applicazioni da parte dei minori continua a crescere, insieme ai servizi che richiedono la condivisione di dati personali e all’introduzione di sistemi di verifica dell’età. È quanto emerge dallo Sweep 2025 condotto dal Global Privacy Enforcement Network, un’indagine a tappeto che ha coinvolto 27 autorità, tra cui il Garante per la protezione dei dati personali, su 876 siti e app comunemente utilizzati dai più piccoli.
A distanza di dieci anni dal primo Sweep dedicato ai minori, l’indagine mostra un quadro ambivalente: da un lato emergono buone pratiche nella tutela dei dati personali, dall’altro aumentano i rischi rispetto al passato. In particolare, si registra una maggiore diffusione di servizi che richiedono dati personali per accedere a tutte le funzionalità o che li condividono con terze parti.
Crescono anche i meccanismi di verifica dell’età, ma spesso risultano facilmente aggirabili, soprattutto su piattaforme che presentano contenuti non adatti ai minori o che adottano sistemi di raccolta e gestione dei dati considerati ad alto rischio.
Il GPEN sottolinea come i minori, quando navigano online, debbano beneficiare di tutele rafforzate. Tra le raccomandazioni principali figura la riduzione della raccolta dei dati personali, lo sviluppo di servizi progettati secondo i principi di privacy by design e by default e l’adozione di sistemi di verifica dell’età proporzionati al livello di rischio delle piattaforme.
L’obiettivo dello Sweep è duplice: da un lato stimolare il rispetto delle normative sulla protezione dei dati da parte dei titolari del trattamento, dall’altro rafforzare la cooperazione internazionale tra le autorità di controllo per garantire una maggiore sicurezza ai minori nel mondo digitale.