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Relazione della Commissione europea sull’applicazione della Carta dei diritti fondamentali dell’Ue

Il report sintetizza le iniziative intraprese lo scorso anno per rafforzare i diritti principali e imprescindibili dei 27
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Lo studio analizza come questi diritti siano stati applicati in una serie di politiche dell’Unione e negli Stati membri. “L’Unione europea non è soltanto un mercato o una valuta – ha detto il vicepresidente della Commissione, Frans Timmermans – ma è prima di tutto un’unione di valori. Poiché custode dei trattati, la Commissione europea ha l’obbligo speciale di difendere i diritti fondamentali e lo stato di diritto di tutta l’Unione, responsabilità che condivide con le altre istituzioni dell’Ue e con gli Stati membri”. La Commissione europea, insomma, lavora in tutti i settori del diritto per tutelare le esigenze fondamentali dei Paesi europei.

Per quanto riguarda gli sviluppi legislativi specifici, dalla relazione emerge che nel 2016 l’Ue ha compiuto importanti passi avanti per garantire la tutela dei minori coinvolti in controversie transfrontaliere sulla responsabilità genitoriale (regolamento Bruxelles II bis) e per aiutare le coppie internazionali a chiarire le norme applicabili ai regimi patrimoniali. Ha lanciato una piattaforma on-line di risoluzione delle controversie per contribuire al rafforzamento della protezione dei consumatori, ha inoltre concordato con Facebook, Twitter, You Tube e Microsoft, un codice di condotta per contrastare l’incitamento illecito all’odio on-line.

L’adozione definitiva della riforma sulla protezione dei dati ha fissato un insieme unico di norme, che conferiscono ai cittadini un accesso più facile ai propri dati personali, il diritto alla portabilità dei dati, un chiaro “diritto all’oblio” e alcuni diritti in caso di violazione dei dati. Nel report vediamo che la Commissione ha inoltre concluso lo scudo Ue-Usa per la privacy, un accordo quadro per una migliore protezione dei dati personali dei cittadini europei quando vengono trasferiti negli Stati Uniti.

Il diritto ad un processo equo ha trovato, infine, un’applicazione concreta con l’adozione di una serie di direttive relative alla presunzione di innocenza e al diritto di presenziare al proprio processo, il patrocinio a spese dello Stato e i diritti procedurali per minori.

 

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