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Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: stato di attuazione e prossimi obiettivi

Prosegue, dunque, l’attività del Governo e dei Ministeri sul rispetto di milestones e target previsti dall’Unione europea
giornale dei comuni

Nel corso del Consiglio dei Ministri dello scorso 26 maggio, il Sottosegretario alla Presidenza Roberto Garofoli ha presentato la relazione sullo stato di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, con una disanima rispetto allo stato attuale e un’analisi degli ulteriori 45 obiettivi che devono essere raggiunti entro fine giugno.

Prosegue, dunque, l’attività del Governo e dei Ministeri sullo stato di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e sul rispetto di milestones e target previsti dall’Unione europea.

Con gli obiettivi di giugno prendono concretamente forma alcuni importanti tasselli del Piano di trasformazione del Paese”, si legge nella Relazione, “si definisce la nuova sanità territoriale, un impegno preso dal PNRR non solo nei confronti di pazienti più bisognosi, ma anche verso molte famiglie che al momento, in alcuni contesti territoriali, si trovano sole a gestire i problemi della cura dei più fragili. In particolare, con l’adozione del c.d. decreto 71 è definito il nuovo modello organizzativo e con la firma degli accordi tra il Ministero della salute e le regioni/Province autonome sono approntati gli strumenti che definiscono i requisiti per la nuova assistenza, con la riorganizzazione della medicina territoriale in case della comunità (almeno 1.350), ospedali di comunità (almeno 400) e centrali operative territoriali (almeno 600). L’obiettivo al 2026 è di avere queste strutture interconnesse, tecnologicamente attrezzate, completamente operative e funzionanti. Inoltre, entro il 2026 gli strumenti di telemedicina dovranno consentire di fornire assistenza ad almeno 800.000 persone di età maggiore di 65 anni in assistenza domiciliare”.

Ai 18 obiettivi già conseguiti, entro la prossima settimana saranno raggiunti 5 obiettivi del Ministero della Salute, 4 del Ministero della Cultura, 2 del Ministero dello Sviluppo Economico e 1 del Ministero dell’Istruzione, per un totale complessivo di 30 (Fonte Italiadomani)

 

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