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Nuovo Codice dell’edilizia, arriva la delega: revisione tecnica su sicurezza, competenze e procedure amministrative

Il Governo vara la delega per riscrivere l’intero impianto normativo dell’edilizia: aggiornamento tecnico, LEP, coordinamento tra settori e semplificazione dei titoli abilitativi al centro del provvedimento
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La delega approvata dal Consiglio dei Ministri punta a una revisione tecnica e strutturale dell’intero comparto edilizio, intervenendo su diversi fronti considerati ormai superati rispetto alle esigenze attuali.

Il cuore del provvedimento riguarda l’aggiornamento delle norme sulla sicurezza delle costruzioni. La riforma dovrà integrare le tecniche costruttive più moderne, con particolare attenzione alla riduzione della vulnerabilità sismica e al miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici. Ciò comporterà una revisione delle regole relative ai materiali, ai criteri progettuali e ai controlli, con l’obiettivo di rendere più omogeneo e comprensibile il quadro tecnico rispetto alla frammentazione attuale.

Un altro aspetto significativo è la ridefinizione della ripartizione delle competenze tra Stato e Regioni. Il nuovo Codice dovrà individuare con precisione quali materie restano di competenza statale e quali demandate ai livelli territoriali, garantendo però il rispetto dei Livelli Essenziali delle Prestazioni, così da assicurare standard minimi uniformi in tutto il Paese. Questo punto mira a ridurre le differenze interpretative e applicative che oggi creano incertezza per cittadini e imprese.

Sul piano amministrativo, la delega prevede un’ampia razionalizzazione delle procedure. Tra le misure annunciate spicca la semplificazione della dimostrazione dello stato legittimo degli immobili, un tema spesso fonte di contenziosi e rallentamenti. Saranno rivisti gli strumenti autorizzativi, dai permessi di costruire alle SCIA e agli altri titoli edilizi, per rendere più trasparente e uniforme il percorso istruttorio. È previsto anche il coordinamento con le normative urbanistiche, paesaggistiche e di tutela dei beni culturali, per evitare sovrapposizioni che rallentano i procedimenti.

La delega autorizza il Governo a emanare uno o più decreti legislativi, che dovranno tradurre questi obiettivi in norme operative. Con il nuovo Codice l’esecutivo punta così a costruire un impianto più chiaro, moderno e coerente, capace di sostenere la trasformazione del settore edilizio nei prossimi anni.

Fonte: Ufficio stampa del Consiglio dei Ministri

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