Negli ultimi giorni la situazione sta precipitando. Oltre diecimila uomini, donne e bambini soccorsi in quattro giorni nel Mediterraneo centrale: l’esodo infinito dalla Libia non accenna a diminuire rischiando di far saltare l’intero sistema d’accoglienza e costringendo il ministro dell’Interno Marco Minniti, diretto a Washington per impegni istituzionali, a rientrare con urgenza in Italia per affrontare la nuova emergenza.
Arriva, dunque, il via libera del Consiglio europeo e del Parlamento Ue a un piano da 3,3 miliardi di euro per aggredire le cause delle migrazioni, mobilitando investimenti privati nei paesi d’origine, grazie al cosiddetto ‘effetto leva’, fino a una quota attesa nell’ordine dei 44 miliardi.
Il Parlamento europeo dovrà ora dare il suo ok formale con un primo voto in commissione affari esteri il 3 luglio e in plenaria il 6. Obiettivi del fondo: ridurre la povertà nei Paesi d’origine, creare posti di lavoro, sostenere le Pmi locali. Condizioni: regole stringenti sui diritti umani e del lavoro e sulla trasparenza fiscale.
Il nuovo fondo sarà composto da due piattaforme regionali: una per l’Africa e una per i Paesi coinvolti nella politica di vicinato. In base all’accordo, un minimo del 28% degli investimenti dovrà andare a sostenere azioni a sostegno dell’attuazione dell’Accordo di Parigi sul clima.
Le risorse del nuovo Fondo per lo sviluppo sostenibile (Efsd) arrivano dalla revisione del bilancio europeo 2014-2020 e dalla riserva del Fondo per lo sviluppo europeo (Edf).