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L’Unione europea vara un articolato percorso per ripristinare Shengen

Il Piano dell’Unione europea per ripristinare le norme del Trattato di Shengen è una road map, che dovrà portare al recupero graduale della libera circolazione nei Paesi europei entro dicembre 2016
giornale dei comuni

L’ex presidente della Commissione europea, Jose Manuel Barroso, ha definito questa crisi come la più seria vissuta dall’Ue in molti anni. “Shengen è una delle conquiste più importante dell’integrazione europea – ha detto”. L’annuncio dei dettagli del Piano è stato dato dal commissario all’Immigrazione, Dimitris Avramopoulos, che ha evidenziato la necessità di decisioni unilaterali sulla reintroduzione dei controlli alle frontiere per andare verso un approccio coordinato che elimini i controlli interni entro la fine di quest’anno. Un obiettivo che al momento sembra però estremamente ambizioso.

La Grecia dovrà sanare le falle presenti nel suo sistema di controllo lungo i confini esterni, dopodichè verrà creata una guardia costiera europea per aiutare la Grecia a fare fronte ad una prevedibile nuova ondata di rifugiati. Questo nuovo strumento dovrebbe anche agire in accordo con la Turchia, a cui Bruxelles chiede ancora cooperazione sia nella lotta contro i trafficanti di esseri umani che nella disponibilità a far rientrare nel Paese quei migranti ai quali non sarà riconosciuto l’asilo politico. In cambio l’Ue concederebbe ad Ankara non solo i fondi promessi per gestire i 2,5 milioni di siriani arrivati in Turchia (3,3 miliardi di euro in tutto, di cui dovrebbero esserne sbloccati 95 milioni a breve), ma anche una sorta di liberalizzazione dei visti per quei cittadini che vorranno recarsi in Europa. Da qui l’importanza del summit di oggi tra l’Unione europea e la Turchia che come obiettivo ha proprio quello di blindare Ankara, ottenendo il via libera ad un accordo in base al quale la Turchia dovrà avere parte attiva nell’arginare i flussi migratori.

 

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