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L’Eurobarometro rivela una crescita di fiducia verso l’Unione Europea

La metà degli intervistati dell’ultimo sondaggio ha più fiducia nell'Unione Europea che nei governi nazionali, 7 europei su 10 si sentono cittadini dell'UE con un sostegno all'euro piuttosto elevato
giornale dei comuni

L’ultimo sondaggio di Eurobarometro, condotto mediante interviste di persona e online tra il 14 giugno e il 12 luglio 2021, rivela uno stato d’animo ottimista tra gli europei, in particolare sull’UE e il suo futuro, la metà degli intervistati ha più fiducia nell’Unione, piuttosto che nei governi o nei parlamenti nazionali, 7 europei su 10 dicono di sentirsi cittadini dell’UE. Il sostegno all’euro è stabile e al livello più alto, sia nell’eurozona che nell’UE nel suo complesso.

Questa attitudine positiva ha anche un impatto sulle percezioni della situazione economica: la sensazione che l’attuale fase sia “buona” è aumentata dall’inverno 2020-2021, sebbene la maggioranza degli intervistati valuti ancora la situazione economica nazionale come “cattiva” nell’83% dei casi. Per i cittadini europei l’economia è quindi il tema più importante da affrontare a livello UE, seguita da ambiente, cambiamenti climatici e immigrazione.

In ambito nazionale la salute costituisce ancora il problema principale nonostante un calo di 16 punti, leggermente al di sopra della situazione economica del Paese.

La maggioranza degli europei è soddisfatta delle misure adottate dall’UE e dai governi nazionali contro la pandemia e ritiene che il piano di ripresa Next Generation EU sarà efficace per far fronte alle conseguenze economiche, i due terzi confidano che l’UE  prenderà le giuste decisioni per rispondere alla pandemia.

7 su 10 europei si vaccinerebbero contro il COVID al più presto (o erano già vaccinati al momento del sondaggio) e un 9% lo farebbe entro il 2021. L’11% preferirebbe vaccinarsi “più tardi”, e il 10% non si vaccinerà “mai”.

L’ottimismo sul futuro dell’UE è aumentato dall’estate del 2020, con i due terzi degli intervistati che esprimono un parere positivo (66%, +6 punti percentuali) il livello più elevato dall’autunno 2009. Poco più di 3 intervistati su 10 si dicono pessimisti sul futuro dell’UE (31%, -7 punti percentuali), il livello più basso dal 2009.

Una netta maggioranza si dimostra ottimista riguardo al futuro dell’UE in 26 Stati membri, mentre l’opinione pubblica rimane divisa in Grecia. L’ottimismo è aumentato in 22 paesi dall’estate del 2020, con forti aumenti a Malta (75%, +25), in Italia (67%, +18) e in Portogallo (76%, +15) a seguito di questi cambiamenti, l’ottimismo è il sentimento maggioritario in Italia (67%) e in Francia (53%).

Dopo un forte aumento tra l’estate 2020 e l’inverno 2020-2021, l’immagine positiva dell’UE rimane a un livello elevato (45%) e costituisce l’opinione della maggioranza in 20 Stati membri dell’UE (immagine neutra 38%, immagine negativa 16%); i risultati più alti si osservano in Irlanda (70%) e Portogallo (62%).

Quasi la metà degli europei ha fiducia nell’Unione europea (49%), il livello più alto registrato dalla primavera del 2008; la fiducia nei governi nazionali è leggermente aumentata (37%), mentre la fiducia nei parlamenti nazionali è rimasta stabile al 35%. La situazione economica è tornata al primo posto: il 27% la indica come la questione più importante che l’UE si trova ad affrontare (-8 punti percentuali rispetto all’inverno 2020-2021).

L’ambiente e i cambiamenti climatici sono passati dal quarto al secondo posto (25%, +5), a pari merito con l’immigrazione (25%, +7), seguiti al quarto posto dalle finanze pubbliche degli Stati membri e dalla sanità (entrambi 22%); i riferimenti alla salute sono diminuiti dall’inverno 2020-2021 (22%, -16), quando occupavano il primo posto.

A livello nazionale la salute resta la questione più importante, pur essendo menzionata molto meno dall’inverno 2020-2021 (28%, -16) e il dato in merito alla vaccinazione riporta che quasi 7 europei su 10 hanno dichiarato di essere stati vaccinati al momento dell’indagine o vorrebbero essere vaccinati quanto prima (69%), mentre il 9% ha dichiarato di volersi vaccinare “nel 2021”.

La situazione economica è al secondo posto, indicata da un quarto degli intervistati (26%, -7) e la percentuale di intervistati che ritengono che la situazione dell’ economia nazionale sia “negativa” resta maggioritaria (58%), sebbene sia diminuita (-11) dall’inverno 2020-2021. Il 40% dei cittadini dell’UE ritiene che la propria situazione economica nazionale sia “buona”: un aumento significativo (+11), dopo che 3 indagini consecutive avevano mostrato un calo. Questo livello di valutazione positiva rimane inferiore a quello misurato nel periodo compreso tra la primavera 2017 e l’autunno del 2019 e comunque la percezione della situazione attuale dell’economia nazionale varia notevolmente da uno Stato membro all’altro: la percentuale di intervistati che la ritengono positiva oscilla tra l’89% in Lussemburgo al 9% in Grecia.

Il sostegno alla moneta unica nella zona euro è rimasto stabile dall’inverno 2020-2021, attestandosi al punto più alto dal 2004, vale a dire al 79%, l’opinione è condivisa anche da una percentuale elevata di intervistati in tutta l’UE, il 70%, che rimane stabile al livello più alto mai registrato. La soddisfazione per le misure adottate dall’UE per combattere la pandemia è aumentata dall’inverno 2020-2021, con oltre la metà dei cittadini dell’UE che si dicono soddisfatti (51%, +8); l’insoddisfazione è diminuita (41%, -8), mentre l’8% dei cittadini dichiara di non sapere.

Anche la soddisfazione dei cittadini per le misure adottate dai rispettivi governi nazionali per combattere la pandemia è aumentata diventando l’opinione maggioritaria (53%, +10 dall’inverno 2020-2021); il 46% si dichiara insoddisfatto (-10), mentre l’1% (stabile) afferma di non sapere. Quasi 2/3 degli europei confidano che l’UE prenderà le giuste decisioni rispetto alla pandemia in futuro (65%, +6 dall’inverno 2020-2021); si tratta dell’opinione maggioritaria in tutti gli Stati membri dell’UE e la maggioranza degli europei ritiene che Next Generation EU, il piano di ripresa dell’UE, sarà efficace per fronteggiare le conseguenze economiche della pandemia (57%, +2 dall’inverno 2020-2021).

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