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Ricordando il terremoto dell’Emilia

Fino al 19 novembre a Mirandola (Modena) si terrà la nuova edizione della mostra “Io non tremo” rivolta agli studenti delle Scuole Secondarie di secondo grado
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Fino al 19 novembre a Mirandola (Modena) si terrà la nuova edizione della mostra “Io non tremo” rivolta agli studenti delle Scuole Secondarie di secondo grado. Allestita ogni anno dopo il terremoto del 2012, quest’anno la mostra ha sede presso l’’Istituto Galilei, gestita dai volontari della Rete Resism e coordinata da diverse associazioni del territorio. La rassegna è stata appena inaugurata da un convegno intitolato “Terremoti e riduzione del rischio sismico: conoscere per partecipare” aperto a tutti, con personalità note a livello nazionale, sui temi del rischio sismico. Ai diversi eventi interverranno Elisa Guagenti, già professore ordinario al Politecnico di Milano, Vincenzo Petrini, professore emerito del Politecnico di Milano Teresa Crespellani, docente presso la facoltà di Ingegneria Geotecnica Sismica all’Università di Firenze, Giovanni Allegretti, urbanista presso il Centro di Studi Sociali dell’Università di Coimbra (Portogallo), Metella Montanari, responsabile della biblioteca e della fototeca dell’Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea di Modena.

Le accelerazioni di picco registrate a Mirandola durante le scosse più forti del 20 maggio e del 29 maggio 2012 (che causarono diversi crolli e 27 vittime) sono state rispettivamente di 0,31 g e di 0,29 g, valori che in base alla carte vigenti di pericolosità sismica renderebbero stimabile in circa 2.500 anni il tempo di ritorno di ciascun evento nella medesima area, ma come in tutte le cose la prevenzione gioca un ruolo assai importante. Da un punto di vista cognitivo vale la pena sapere di più per contrastare meglio. Questo non consente di controllare il fenomeno, ma avendone piena consapevolezza si possono mettere in campo tutte le risorse possibili.

 

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