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Fondi Ue per rilanciare le aree urbane di Fermo e Macerata

Quasi 13 milioni di euro di fondi Fesr e Fse finanzieranno interventi per migliorare la qualità della vita
giornale dei comuni

Rilanciare le aree urbane con le opportunità offerte dai fondi europei. Una “pioggia” di milioni permetterà a Macerata e Fermo di ridisegnare il proprio sviluppo all’insegna della qualità di vita e della sostenibilità. Sono 12,9 i milioni di euro Fesr e Fse che consentiranno alle due città di attivare 17,6 milioni di euro di investimenti. Insieme ad Ancona (Waterfront 3.0), Ascoli Piceno (From past to smart) e Pesaro (strategia congiunta con Fano), tutti i capoluoghi provinciali marchigiani vedono ora finanziati gli interventi sostenuti dagli Investimenti territoriali integrati urbani (Iti): strumento della programmazione comunitaria 2014/2020 che permette di utilizzare fondi strutturali diversi per rispondere alle molteplici sfide locali.

A Fermo il recupero dell’ex mercato coperto, un ponte ciclo-pedonale sul fiume Ete, un nuovo asilo nido, un nuovo centro Montessori per la disabilità ma anche borse ricerca e lavoro per favorire l’occupazione giovanile; a Macerata un polo delle scienze naturali ai giardini Diaz, promozione di ricerca, tecnologia e soluzioni per rigenerare spazi urbani con ‘specializzazione intelligente’, potenziamento della mobilità e accessibilità alla città. Sono solo alcuni degli interventi, da concludere entro 36 mesi, che verranno co-finanziati da 12,9 milioni di euro di fondi europei Fesr e Fse per attivare circa 17,6 milioni di investimento complessivo.

La convenzione tra la Regione e i due comuni è stata siglata ieri in Regione dove sono stati illustrati alcuni progetti in una conferenza stampa. Erano presenti il presidente della Regione Luca Ceriscioli, gli assessori Manuela Bora, Fabrizio Cesetti, Angelo Sciapichetti e i sindaci Romano Carancini (Macerata) e Paolo Calcinaro (Fermo). Macerata, a cui sono stati assegnati 6,6 milioni di euro di fondi Ue (8,9 milioni l’investimento complessivo) mette in campo l’Iti ‘In-Nova’ che si prefigge di aumentare l’attrattività turistica del territorio, di potenziare le filiere produttive e creative, modernizzare i servizi urbani, valorizzare il patrimonio culturale e promuovere il risparmio energetico, la mobilità sostenibile, una nuova illuminazione; lo sguardo è rivolto anche alle start-up e alle piccole e medie imprese creative. Fermo, con il suo ‘0+99’ utilizzerà 8,7 milioni di euro per i progetti (6,3 milioni di euro di fondi Ue e 2,1 milioni privati) per innalzare benessere, qualità della vita e partecipazione democratica, investendo su salute pubblica, sicurezza, innovazione, paesaggio, ambiente, cultura e lavoro (18 work experience, 25 borse di ricerca e formazione).

“Completiamo gli investimenti – ha osservato Ceriscioli – puntando sulla riqualificazione delle città verso le direzioni indicate dai Comuni per dare una nuova spinta, una rigenerazione dei centri urbani che ricoprono un ruolo importante nella strategia europea. La raccomandazione è di essere veloci nella spesa, che andrà rendicontata entro il 2020”. “Le città – ha detto l’assessora alle politiche comunitarie Bora – saranno trasformate grazie ai fondi comunitari, a dimostrazione di come l’Europa sia importante e vicina a noi”. Si tratta di “fondi importanti – ha rimarcato Calcinaro – che vanno a innestarsi lungo tanti percorsi che stiamo portando avanti con le nostre forze. Molte di queste risorse arriveranno alle imprese che vorranno investire, a Fermo, sull’occupazione giovanile, con borse ricerca e borse lavoro”. “Il dato politico forte viene dalla Regione – ha chiosato Carancini -, con il finanziamento di progetti dei cinque capoluoghi provinciali per rendere le Marche più belle. Non sono investimenti fini a sé stessi: ne stimolano altri, creano maggiore ricchezza e sono promossi dopo una grande partecipazione della città”.

 

 

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