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Fondi Ue per 665 mln destinati a pmi e industrie innovative italiane

'Bonus' grazie all’adeguamento della dotazione dell’Italia alla crisi economica
giornale dei comuni

Il digitale è presente in modo trasversale in quasi tutti gli obiettivi e fondi della programmazione Ue. L’attuazione dell’Agenda Digitale in Italia è il frutto di politiche complesse, che coinvolgono le amministrazioni centrali, le regioni e una moltitudine di soggetti pubblici e privati a vari livelli di governo. E fin qui niente di nuovo. Meno noto può risultare il contributo determinante dei Fondi Europei, e in particolare dei fondi Strutturali e di Investimento Europei (SIE) non solo nel finanziamento delle tante azioni e progetti in corso, ma anche nell’impostazione generale degli obiettivi e nella governance delle tante amministrazioni che contribuiscono a realizzarli.

Pmi e industrie innovative di tutta Italia, dunque, potranno contare su altri 665 milioni di euro provenienti dai fondi strutturali europei. I finanziamenti andranno ad aggiungersi ai 1,7 miliardi già a disposizione del programma nazionale “Imprese e competitività” e sono frutto di un aggiustamento tecnico eseguito nel 2016 da Bruxelles per tenere conto dell’impatto della crisi economica, che ha fruttato all’Italia 1,6 mld di fondi supplementari per il periodo di programmazione 2014-2020.

Nello specifico, 362 mln saranno destinati interamente alla competitività delle pmi in tutto il paese, atri 287 mln saranno investiti in progetti innovativi (49 mln nel Centro-Nord, 238 mln nel Mezzogiorno) per sostenere la strategia nazionale di “specializzazione intelligente” e favorire la collaborazione tra i centri di ricerca del Sud e del resto del paese. I restanti 16 mln saranno destinati all’assistenza tecnica.

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