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Permesso unico per lavoratori stranieri, via libera al decreto: procedure più rapide e più tutele

Recepita la direttiva europea sul permesso unico di soggiorno e lavoro per cittadini di Paesi terzi: tempi più lunghi per l’istruttoria generale, ma rilascio accelerato dopo il completamento della domanda e maggiori obblighi informativi.
Immigrazione 2018

Il Governo ha approvato il decreto legislativo n. 83 del 16 aprile 2026 che recepisce la direttiva europea sul “permesso unico” per i cittadini di Paesi terzi, introducendo modifiche alla disciplina italiana dell’immigrazione e del lavoro. Il provvedimento, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 20 maggio, entrerà in vigore il 4 giugno, ma le nuove disposizioni si applicheranno dal 22 maggio 2026.

L’obiettivo è semplificare e uniformare la procedura per il rilascio di un unico titolo che consenta ai cittadini extra-Ue di soggiornare e lavorare in Italia, garantendo al tempo stesso un insieme comune di diritti per i lavoratori stranieri regolarmente presenti.

Tra le principali novità c’è il rafforzamento degli obblighi informativi: ai richiedenti dovranno essere fornite indicazioni più dettagliate sulle condizioni di ingresso e soggiorno per motivi di lavoro, sui documenti necessari per ottenere il permesso unico e sulle garanzie procedurali previste anche per i familiari.

Cambiano inoltre le tempistiche. I termini ordinari per il rilascio del permesso di soggiorno passano da 60 a 90 giorni, ma viene introdotta una corsia accelerata per il permesso unico: una volta completata la domanda, il questore dovrà rilasciare il titolo entro 30 giorni.

Il decreto amplia anche l’elenco delle categorie escluse dal permesso unico e aggiorna le tipologie di soggiorno coinvolte, includendo e specificando diversi casi legati a protezione temporanea, studio, particolari condizioni di vulnerabilità e altri titoli di soggiorno.

Un’ulteriore novità riguarda i datori di lavoro, che saranno tenuti a informare tempestivamente il lavoratore straniero su ogni comunicazione ricevuta durante l’iter per il rilascio del nulla osta.

Infine, viene individuato nel Ministero dell’Interno l’autorità competente per ricevere le domande e rilasciare il permesso unico, senza nuovi oneri per la finanza pubblica.

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