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ePrivacy, gli Stati Ue discutono di riforma

Approvata proposta di regolamento per la revisione della direttiva
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Trascorsi quattro anni di trattative, gli ambasciatori Ue hanno finalmente approvato una proposta di regolamento per la revisione della direttiva sulla e-privacy. L’accordo apre la strada ai negoziati interistituzionali con il Parlamento europeo. Il regolamento sulla e-privacy, proposto dalla Commissione Ue nel gennaio 2017, stabilisce le regole per proteggere la privacy nelle comunicazioni tramite i servizi di messaggistica online o di videoconferenza come Messenger, WhatsApp o Zoom, e punta ad aggiornare la normativa vigente del 2002. Le nuove regole definiranno i casi in cui i service provider possano elaborare i dati delle comunicazioni elettroniche o avere accesso ai dati memorizzati sui dispositivi degli utenti finali. Il Parlamento Ue aveva approvato la propria posizione negoziale nell’ottobre 2017, ma l’adozione del disegno di legge è stata sempre ritardata per la mancanza di accordo tra gli Stati membri. La proposta del Consiglio approvata dagli ambasciatori Ue contiene minori tutele rispetto al testo originale proposto dalla Commissione Ue.

In particolare, nel nuovo regolamento si consente una “ulteriore elaborazione compatibile” dei metadati – comprendono, ad esempio, informazioni su luogo, ora e sul destinatario della comunicazione – che significa che le aziende sarebbero in grado di elaborare i metadati degli utenti senza il loro consenso se l’obiettivo è compatibile con ciò a cui gli utenti hanno originariamente dato il loro assenso e se le informazioni sono rese anonime. Secondo quanto si apprende a Bruxelles, il voto favorevole della Francia, fondamentale per ottenere la maggioranza, è arrivato dopo che la presidenza portoghese ha modificato una clausola sulla conservazione dei dati. L’Austria e la Germania, contrarie alla proposta, si sono astenute.

Fonte Commissione Ue

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