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Competenze e innovazione, il Mimit chiarisce le regole per le PMI

Con la circolare 716 arrivano indicazioni operative su destinatari, territori e modalità: così prende forma l’intervento da 50 milioni per la formazione
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Arrivano chiarimenti decisivi per l’attuazione dell’intervento “Sviluppo competenze” destinato alle piccole e medie imprese. Con la circolare direttoriale del 20 marzo 2026, n. 716, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy interviene per definire in modo più puntuale regole e modalità operative della misura prevista dal decreto del 4 settembre 2025.

Il provvedimento, che sostituisce una precedente circolare emanata pochi giorni prima, ha l’obiettivo di sciogliere i principali nodi applicativi e accompagnare la fase operativa di uno degli strumenti chiave del Programma nazionale “Ricerca, innovazione e competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027”. In gioco ci sono circa 50 milioni di euro destinati a rafforzare le competenze del capitale umano nelle PMI.

Nel dettaglio, la circolare delimita con maggiore precisione la platea dei beneficiari. I percorsi formativi potranno coinvolgere i dipendenti delle imprese, inclusi i lavoratori in cassa integrazione ordinaria, ma limitatamente alle ore effettivamente lavorate. Restano invece esclusi i lavoratori in cassa integrazione straordinaria, così come quelli impiegati in sedi situate al di fuori delle regioni ammissibili.

Proprio il vincolo territoriale rappresenta uno degli elementi più stringenti: le attività finanziate dovranno riguardare personale operante nelle regioni meno sviluppate – Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia – indipendentemente dalla sede legale dell’impresa. Un criterio che punta a concentrare le risorse nelle aree con maggior fabbisogno di crescita, ma che potrebbe limitare l’accesso per le aziende con una presenza distribuita sul territorio nazionale.

La misura finanzia attività di formazione, aggiornamento e riqualificazione professionale, con l’obiettivo di sostenere i processi di innovazione e transizione digitale ed ecologica. Non si tratta dunque di interventi generici, ma di percorsi strutturati mirati a rafforzare le competenze tecniche e specialistiche all’interno delle imprese.

Oltre ai criteri di accesso, la circolare fornisce indicazioni pratiche anche sulla gestione dei progetti formativi, contribuendo a ridurre l’incertezza che spesso accompagna la fase iniziale di attuazione degli incentivi.

Nel complesso, più che introdurre novità sostanziali, il documento segna il passaggio dalla norma alla sua applicazione concreta. Un passaggio cruciale: la chiarezza delle regole, infatti, sarà determinante per trasformare le risorse disponibili in investimenti effettivi sulle competenze, uno dei fattori chiave per la competitività del sistema produttivo.

Fonte: Gazzetta Ufficiale

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