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Un piano per evitare la chiusura delle aziende nei territori colpiti dal sisma

Secondo le stime della Cna, l’area del cratere rappresenta il 15% della realtà manifatturiera
giornale dei comuni

Solo una settimana fa le imprese artigiane delle Marche, gli amministratori locali e la Cna provinciale si erano riunite per affrontare il tema riguardante il Decreto ricostruzione post sisma. Oltre 50 tra amministratori locali, imprenditori e tecnici hanno preso parte alla kermesse per confrontarsi sul programma di ripresa economica e sociale nelle zone colpite dal sisma del 24 agosto. Ma la nuova scossa ha scompaginato tutto. “Il terremoto di domenica ha allargato l’area del cratere ed ora, secondo prime valutazioni, il 15% della realtà manifatturiera è stata danneggiata”. A dirlo è il direttore provinciale della Cna Macerata, Luciano Ramadori, intervistato dall’Agi.

“Abbiamo un sistema produttivo di 45.000 aziende, di cui molte sono piccole e medie imprese – ha detto Ramadori – su queste le scosse si sono abbattute con forza, causando gravi danni. Inoltre, ed è questa la maggior preoccupazione, la popolazione sta andando verso il litorale, il che rischia di creare una vera e propria migrazione di uomini con scomparsa di imprese”.

A breve termine occorrerebbe il ripristino dei laboratori, mettere in campo tutte le modalità possibili per evitare la chiusura delle aziende affinché non scompaia il tessuto produttivo che è una delle peculiarità del sistema regionale marchigiano. Il direttore della Cna Macerata ha inoltre aggiunto: “Con i Sindaci, con la Regione Marche, con il Governo dovremo lavorare per avere un progetto chiaro. Partiamo da un dato positivo, ovvero la ‘Quadrilatero’ che è rimasta intatta, quindi uno snodo fondamentale per il trasferimento delle persone e delle merci risulta essere operativo. Ora si tratta di attivare le risorse, il credito, l’aiuto pratico per superare questo dramma. Come Cna chiediamo uno sforzo per impedire che quest’area venga desertificata. Noi porteremo il nostro aiuto agli imprenditori, staremo loro vicino, ma serve un progetto preciso e tempi definiti per la ripresa perché il colpo è forte, sia per il commercio che per l’agricoltura e l’artigianato”.

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