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“Venticinque anni al fianco dei Comuni: il nuovo volto del Giornale dei Comuni e l’evoluzione di Anci Digitale”

In occasione della nuova veste grafica del Giornale dei Comuni, Franco Minucci, amministratore unico di Anci Digitale, racconta l’evoluzione della società, i servizi a supporto dei Comuni e le sfide della trasformazione digitale
giornale dei comuni

In occasione del restyling del Giornale dei Comuni, l’Amministratore unico di Anci Digitale, Franco Minucci, ripercorre l’evoluzione della società e del suo sistema editoriale, sviluppatosi negli anni fino a diventare un ecosistema integrato di informazione, consulenza, servizi digitali e supporto alla Pubblica amministrazione locale.


Il Giornale dei Comuni si presenta oggi con una nuova veste grafica. Che cosa rappresenta questo passaggio per Anci Digitale?

Il nuovo Giornale dei Comuni rappresenta il segno visibile di un’evoluzione che riguarda l’intero sistema dei servizi di Anci Digitale. Non si tratta soltanto di un aggiornamento grafico, ma di un modo diverso di interpretare la funzione editoriale: più immediata, più digitale e sempre più vicina alle esigenze concrete degli enti locali.

Negli ultimi anni è cresciuta in maniera significativa la domanda di informazione qualificata da parte dei Comuni e questo ha reso ancora più centrale il ruolo del Giornale dei Comuni come strumento di aggiornamento e orientamento all’interno del sistema Anci Digitale.


Il sistema editoriale del Giornale dei Comuni ha una storia importante. Quali sono le sue origini?

Il Giornale dei Comuni nasce il 18 settembre 2002 con l’obiettivo di offrire agli enti locali uno strumento di informazione specializzata e supporto operativo. Il prossimo anno celebrerà il venticinquennale della sua nascita, un traguardo importante che testimonia la continuità e la capacità di adattarsi ai cambiamenti della pubblica amministrazione locale.

Fin dall’inizio il Giornale dei Comuni si è caratterizzato per un taglio fortemente orientato alla realtà amministrativa dei territori, accompagnando amministratori e operatori nella lettura delle norme, delle innovazioni e delle trasformazioni del sistema pubblico.

Un passaggio importante arriva il 3 febbraio 2006 con l’ingresso di AGEL – Archivio Giuridico degli Enti Locali, testata dedicata prevalentemente agli approfondimenti giuridico-amministrativi. L’integrazione di AGEL ha consentito di rafforzare ulteriormente il sistema editoriale, ampliando l’offerta di contenuti specialistici e il supporto interpretativo su temi normativi particolarmente complessi.


Negli ultimi cinque anni Anci Digitale ha ampliato e trasformato i propri servizi. Quali sono stati i cambiamenti più significativi?

Negli ultimi anni Anci Digitale ha rafforzato il proprio ruolo di partner operativo dei Comuni, evolvendo da una logica di singoli servizi specialistici a un ecosistema integrato di supporto agli enti locali.

Uno dei servizi storici e più utilizzati è Anci Risponde, la piattaforma di consulenza online che mette a disposizione degli enti un patrimonio di oltre 120.000 casi risolti su tematiche giuridiche, amministrative e tecnico-operative: dall’organizzazione del personale alla fiscalità locale, fino alle attività della polizia municipale.

Abbiamo poi consolidato il servizio ELP – Enti Locali Privacy, che accompagna i Comuni nel percorso di adeguamento al GDPR e nella protezione dei dati personali. Attraverso il Laboratorio Privacy mettiamo a disposizione strumenti operativi concreti per supportare gli enti nel rispetto degli obblighi previsti dal Regolamento europeo 679/2016, un tema diventato ancora più centrale con l’accelerazione della digitalizzazione.

Tra i servizi operativi riveste inoltre un ruolo fondamentale l’accesso alle banche dati ACI-PRA e REVE, che consente alle Polizie Locali e agli Uffici Tributi di consultare in modo rapido e sicuro i dati del Pubblico Registro Automobilistico e del Registro Veicoli Esteri, facilitando attività di controllo, accertamento e riscossione.

A questo si aggiunge un forte investimento nella formazione continua del personale degli enti locali e un sistema editoriale consolidato rappresentato dal Giornale dei Comuni e da AGEL, che assicurano aggiornamento costante sulle novità normative, amministrative e tecnologiche.

Negli ultimi anni abbiamo inoltre rafforzato il supporto ai piccoli Comuni attraverso iniziative specifiche. Nell’ambito del progetto PICCOLI, ad esempio, Anci Digitale ha realizzato percorsi formativi dedicati e sviluppato una soluzione basata sull’intelligenza artificiale, Sop#IA, pensata per facilitare la fruizione degli strumenti progettuali e accompagnare gli enti nei processi di innovazione.


Oggi si parla sempre più di ecosistema Anci Digitale. Cosa significa concretamente per i Comuni?

Significa poter contare su un sistema integrato di strumenti che dialogano tra loro.

Un Comune può trovare supporto operativo attraverso Anci Risponde, gestire gli aspetti legati alla privacy e alla compliance tramite ELP, accedere alle informazioni delle banche dati ACI-PRA e REVE per le attività di controllo e riscossione, aggiornare le competenze del personale attraverso la formazione specialistica e restare costantemente informato grazie al Giornale dei Comuni e ad AGEL.

L’obiettivo è semplificare il lavoro quotidiano degli enti locali, soprattutto di quelli più piccoli, che spesso non dispongono di strutture interne adeguate per affrontare da soli la crescente complessità normativa, organizzativa e tecnologica.


La trasformazione digitale della PA ha avuto un forte impatto negli ultimi anni. Come è cambiato il ruolo di Anci Digitale?

La trasformazione digitale, accelerata anche dal PNRR, ha reso evidente che non basta introdurre nuove piattaforme o adempiere agli obblighi tecnologici: serve accompagnare i Comuni lungo un percorso strutturato.

Per questo Anci Digitale ha assunto sempre più il ruolo di abilitatore di trasformazione. Supportiamo i Comuni nell’adozione di strumenti come SPID, CIE, pagoPA e app IO, ma soprattutto li accompagniamo nella gestione dei processi organizzativi e nella costruzione delle competenze necessarie per rendere questi strumenti realmente efficaci.

Grande attenzione è dedicata inoltre ai temi dell’interoperabilità dei dati, della cybersecurity e della sostenibilità dei sistemi nel lungo periodo. Oggi la sicurezza informatica non può essere considerata un traguardo statico, ma un processo continuo di monitoraggio, formazione e miglioramento.

Per questo stiamo sviluppando servizi di assessment in grado di aiutare gli enti a valutare la propria postura complessiva rispetto alla sicurezza, alla compliance normativa e alla gestione del rischio, individuando eventuali aree di miglioramento e supportando gli adeguamenti necessari.


Che funzione svolge oggi il Giornale dei Comuni all’interno di questo sistema?

Oggi il Giornale dei Comuni è sempre più uno strumento di servizio oltre che di informazione.

La sua funzione è aiutare gli enti a leggere la complessità del cambiamento: norme, innovazione digitale, organizzazione amministrativa e buone pratiche vengono raccontate con un linguaggio accessibile ma rigoroso, con l’obiettivo di rendere le informazioni comprensibili e immediatamente utilizzabili nella pratica quotidiana degli amministratori e degli operatori.

In questo senso, il restyling grafico rappresenta anche un’evoluzione funzionale: rendere i contenuti ancora più leggibili, accessibili e fruibili.


Guardando al futuro, quale sarà la direzione di sviluppo di Anci Digitale?

La direzione è quella di un’integrazione sempre più forte tra servizi, conoscenza e tecnologia.

L’obiettivo è rendere il sistema ancora più coerente, reattivo e vicino alle esigenze dei Comuni, rafforzando la capacità di supporto in tempo reale e migliorando ulteriormente l’accessibilità delle informazioni.

Un asse di sviluppo fondamentale sarà quello dell’innovazione tecnologica applicata ai servizi, inclusa l’intelligenza artificiale, che potrà offrire nuovi strumenti di supporto alla comprensione normativa, all’orientamento amministrativo e alla semplificazione dei processi decisionali degli enti locali.

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