Un investimento di 485mila euro per abbattere il divario digitale e trasformare il rapporto tra pubblica amministrazione e territorio. La Giunta comunale di Venezia ha approvato la candidatura del progetto “P.O.N.T.I. – Percorsi di Open-Innovation per Navigare nei Territori Inclusivi” al bando regionale “Spazi di Open Innovation”.
L’iniziativa vede il Comune di Venezia capofila di un’aggregazione che coinvolge anche i Comuni limitrofi di Marcon e Quarto d’Altino. L’obiettivo è capitalizzare l’esperienza dei Punti di Facilitazione Digitale per creare una rete stabile di hub dedicati all’innovazione, alla formazione e alla partecipazione civica.
I numeri del successo: 21mila cittadini assistiti
Il progetto P.O.N.T.I. non parte da zero, ma raccoglie l’eredità della “Rete dei servizi di facilitazione digitale”, che in questi anni ha intercettato e supportato 21.588 cittadini. Partita con 4 centri, la rete si è estesa fino a contare 7 sportelli distribuiti nelle varie Municipalità, con il polo principale attivo all’Anagrafe di via Spalti a Mestre. Gli operatori hanno guidato gli utenti nelle procedure quotidiane diventate ormai digitali: dal rilascio dello SPID alla Carta d’Identità Elettronica, fino all’utilizzo della piattaforma comunale Dime.
“Grazie ai punti digitali migliaia di cittadini sono stati accompagnati nell’accesso e nell’utilizzo dei servizi online”, spiega l’assessore ai Servizi al cittadino, Paolino D’Anna. P.O.N.T.I. nasce per dare continuità a questo lavoro e far evolvere i punti di facilitazione attivi in hub territoriali”.
3 direttrici per l’innovazione (e un pilota con l’IA)
Il piano si svilupperà su 3 fronti:
- infrastrutture: allestimento degli spazi fisici di open innovation con dotazioni tecnologiche avanzate
- formazione: attivazione di sportelli di supporto, corsi pratici, laboratori, webinar ed eventi aperti alla cittadinanza
- coprogettazione: tavoli di lavoro tra cittadini, università, imprese e associazioni per ideare servizi pubblici semplici, tra le novità spicca un progetto pilota basato sull’intelligenza artificiale per facilitare la ricerca di libri e volumi nella rete delle biblioteche comunali.
“Vogliamo trasformare i punti di facilitazione in luoghi di ascolto, formazione e collaborazione”, conclude l’assessore D’Anna. La tecnologia deve semplificare il rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione e ampliare le possibilità di accesso ai servizi, senza escludere nessuno”.
Se la candidatura otterrà il via libera e il relativo finanziamento da parte della Regione, le attività sul territorio prenderanno ufficialmente il via il 1° gennaio 2027.
Fonte: comune di Venezia