Sabato 18 luglio 2026
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Renzi: “Più soldi alle pensioni minime”

Una sorta di ‘quattordicesima’ per chi prende meno di 750 euro al mese
giornale dei comuni

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi, ospite a Porta a Porta, illustra le misure del governo al vaglio per la legge di Stabilità. Nella legge di bilancio ci saranno “due misure sulle pensioni: per dare una mano sulla pensione minima” con una ‘sorta di quattordicesima’ e “trovare il modo di agevolare chi vuole andare in pensione prima, con uno scivolo o anticipo pensionistico, rinunciando a pochino”. “Tutti quelli che sono arrivati a tre anni prima della pensione o attraverso anticipo pensionistico che costi un’inezia o con accordi privati potranno andare in pensione anticipata”, ha precisato.
“Quando si dice ‘intervento sulle pensioni’ vuol dire che metteremo più denari in tasca a chi di pensione prende poco poco”. “A partire dal governo Prodi – ha spiegato Renzi – chi prende la pensione di meno di 750 euro al mese ha una sorta di quattordicesima, ragioniamo su un’ipotesi del genere”.

In tema di referendum il premier ha detto: “Noi siamo pronti a cambiare l’Italicum se ci sono i numeri in Parlamento. Sia che la Corte Costituzionale dica sì, sia che dica no”. A una domanda su cosa accadrà se il 4 ottobre la Consulta boccerà una parte della legge elettorale ha risposto: “Il testo originale del governo era scritto molto meglio”. “Condivido il fatto che poteva essere scritto in modo più semplice” ha aggiunto a proposito di una critica all’art.70 della riforma che elenca i diversi iter parlamentari, ma tale forma, ha sottolineato è quella approvata dal Parlamento “dopo sei letture tra Camera e Senato e 121 modifiche. E’ il gioco della democrazia”. “A naso la data del referendum sarà tra il 15 novembre e il 5 dicembre”. Sulle dimissioni nel caso di vittoria del “No” al referendum costituzionale Renzi ha affermato: “Non ci ho ripensato. Ma siccome in tanti mi hanno detto che non dovevo personalizzare, ho detto solo che non parlo più del mio futuro. Questo referendum non riguarda il futuro di una singola persona, ma il fatto che si possano ridurre delle poltrone, che solo la Camera darà la fiducia al governo e che si interverrà sulle regioni”.

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