Il Dipartimento della Protezione civile ha definito i criteri per la programmazione delle risorse del Fondo per la prevenzione del rischio sismico relative al triennio 2024-2026, per un totale di 200 milioni di euro destinati alle Regioni. Il provvedimento, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, dà attuazione all’articolo 11 del decreto-legge n. 39 del 2009 e stabilisce modalità e priorità per gli interventi di riduzione del rischio sismico sul territorio nazionale.
Le risorse saranno distribuite in tre annualità: 55 milioni di euro per il 2024, 70 milioni per il 2025 e 75 milioni per il 2026. Di questi, 18 milioni saranno destinati a studi e analisi di prevenzione non strutturale, mentre 180 milioni finanzieranno interventi strutturali su edifici pubblici e infrastrutture strategiche. Due milioni saranno inoltre utilizzati dal Dipartimento per le attività di gestione e supporto tecnico.
Il decreto punta sia a migliorare la conoscenza del rischio sismico, attraverso studi di microzonazione e analisi della “condizione limite per l’emergenza”, sia a rafforzare la sicurezza di edifici e opere fondamentali per la protezione civile, come strutture strategiche e infrastrutture pubbliche. Tra gli interventi ammessi figurano opere di rafforzamento locale, miglioramento sismico e, in alcuni casi, demolizione e ricostruzione con possibilità di delocalizzazione per aumentare la sicurezza.
Le Regioni avranno 180 giorni dalla pubblicazione del decreto per presentare i propri piani di intervento e di studio al Dipartimento della Protezione civile. La ripartizione delle risorse avverrà sulla base di un indice medio di rischio sismico aggiornato, elaborato utilizzando le più recenti mappe nazionali del rischio e della pericolosità sismica.
Particolare attenzione sarà riservata ai Comuni classificati a maggiore rischio sismico, con priorità agli edifici pubblici di interesse strategico e alle infrastrutture necessarie alla gestione delle emergenze in caso di terremoto.
Il provvedimento pubblicato in Gazzetta Ufficiale