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Incendio sul Monte Faeta, bruciati 500 ettari tra Pisa e Lucca: colpite soprattutto le foreste di conifere

ISPRA: “Fondamentale rafforzare prevenzione, monitoraggio e resilienza degli ecosistemi boschivi”

Tra il 28 aprile e il 2 maggio un incendio ha interessato l’area del Monte Faeta, tra le province di Pisa e Lucca, nei comuni di San Giuliano Terme, Lucca e Capannori, percorrendo circa 500 ettari di territorio, di cui 370 coperti da foreste.

Secondo le analisi di ISPRA, basate su dati satellitari ad alta risoluzione e sistemi di intelligenza artificiale, l’area colpita ricade in un contesto di interfaccia tra ambienti naturali e zone agricole e si trova all’interno della Zona Speciale di Conservazione “Monte Pisano”, parte della rete Natura 2000.

Gli ecosistemi più danneggiati risultano quelli delle conifere, con circa 200 ettari bruciati, seguiti dalle leccete (circa 100 ettari) e dai boschi di querce e castagni (circa 70 ettari). Il quadro evidenzia quindi un impatto significativo su diverse tipologie forestali, con effetti potenzialmente rilevanti sulla biodiversità locale.

La presidente di ISPRA e del SNPA, Maria Alessandra Gallone, ha sottolineato come la tutela dei boschi rappresenti una priorità strategica, richiamando l’importanza di un approccio basato su conoscenza scientifica, collaborazione istituzionale e prevenzione degli incendi.

Anche il responsabile del Centro di Sorveglianza Ambientale di ISPRA, Roberto Inghilesi, ha evidenziato il ruolo cruciale del monitoraggio satellitare nel valutare gli impatti e la resilienza degli ecosistemi forestali di fronte agli eventi estremi, sempre più influenzati dai cambiamenti climatici.

Sul piano nazionale, i dati aggiornati al 4 maggio 2026 dell’EFFIS indicano 340 grandi incendi dall’inizio dell’anno, con circa 3.900 ettari di vegetazione complessivamente percorsi dal fuoco. Di questi, circa 1.900 ettari riguardano ecosistemi forestali, pari al 49% del totale.

Le tipologie più colpite sono i boschi di querce e misti (circa 1.300 ettari), seguiti da leccio, sughera e macchia mediterranea (circa 300 ettari) e dalle conifere (circa 300 ettari). Dopo un avvio d’anno in linea con i valori minimi del periodo 2019-2025, dagli inizi di aprile si è registrata una crescita degli incendi, con il picco associato proprio all’evento del Monte Faeta, che ha riportato le superfici bruciate leggermente sopra la media del periodo di riferimento.

Fonte: Ispra

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