Sabato 18 luglio 2026
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Pensioni: sindacati, sì a uscita con 3 anni e 7 mesi d’anticipo

Previsti soltanto 2 anni di sperimentazione per l'Ape
giornale dei comuni

L’anticipo pensionistico potrà essere chiesto dall’anno prossimo a partire dai 63 anni di età e quindi a 3 anni e 7 mesi dal pensionamento di vecchiaia. Lo hanno riferito i sindacati dopo l’incontro con il Governo che si è tenuto questa mattina. Il periodo di sperimentazione del sistema dovrebbe essere di 2 anni. Per le categorie disagiate l’anticipo dovrebbe essere sostanzialmente gratuito e il limite dell’importo della pensione dovrebbe essere fissato a 1.200 euro netti.

Potranno uscire dal lavoro nel 2017 coloro che sono nati fino al 1954, una volta compiuti 63 anni. Per chi ha un lavoro, l’anticipo sarà pagato con rate di ammortamento sulla pensione invece, per coloro che sono disoccupati e non hanno ammortizzatori sociali, l’anticipo sarà gratuito (purché l’importo della pensione non sia superiore ai 1200 euro netti). Nell’incontro di oggi con il sottosegretario Nannicini – hanno spiegato i sindacati – si è discusso anche di ricongiunzioni tra i periodi assicurativi in diverse gestioni che dall’anno prossimo non dovrebbero essere più onerose. Dovrebbe rientrare nelle categorie usuranti anche chi lavora nell’edilizia, le maestre d’asilo e gli infermieri. Si è parlato poi dei lavoratori precoci e dell’aumento delle pensioni più basse confermando l’intenzione di intervenire con la somma aggiuntiva, la cosiddetta quattordicesima per coloro che hanno redditi personali complessivi fino a mille euro al mese.

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