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Nuove regole per dilazionare i debiti contributivi INPS e INAIL

Un decreto dei Ministri del Lavoro e dell’Economia fissa i casi in cui sarà possibile pagare fino a 60 rate i debiti contributivi non affidati alla riscossione
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Il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha emanato il decreto che definisce i casi in cui INPS e INAIL possono autorizzare la dilazione dei debiti contributivi fino a un massimo di sessanta rate mensili. La misura, prevista dalla legge 203/2024 e in vigore dal 1° gennaio 2025, introduce una disciplina speciale che supera le precedenti procedure ministeriali e attribuisce ai due istituti piena autonomia nel concedere i piani di pagamento più lunghi.

Il decreto stabilisce che INPS e INAIL possono accordare la rateizzazione per debiti non ancora affidati agli agenti della riscossione, a fronte di una temporanea difficoltà economico-finanziaria del richiedente. Per importi fino a 500.000 euro la dilazione potrà arrivare a 36 rate, mentre per importi superiori sarà possibile ottenere fino a 60 rate. È prevista anche la concessione di una seconda dilazione in presenza di un piano già in corso.

Entro sessanta giorni dalla pubblicazione del decreto, i consigli di amministrazione dei due istituti dovranno adottare gli atti che definiranno requisiti, criteri e modalità operative per la presentazione e la gestione delle rateizzazioni, includendo gli obblighi di regolare versamento corrente e le condizioni che possono portare alla revoca.

Le nuove regole si applicheranno alle domande presentate dal trentesimo giorno successivo all’adozione degli atti interni da parte di INPS e INAIL. È inoltre prevista la possibilità, per chi ha già presentato domanda di rateazione dal 12 gennaio 2025, di richiedere una rideterminazione del numero delle rate in base ai nuovi criteri.

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