L’INPS introduce una nuova disciplina per la dilazione del pagamento dei debiti contributivi e degli accessori di legge, con l’obiettivo di rendere più efficace il recupero delle somme dovute e, al tempo stesso, offrire strumenti più flessibili a imprese e contribuenti in temporanea difficoltà economica. La novità è contenuta nella circolare n. 60 del 21 maggio 2026, che dà attuazione al regolamento approvato dal Consiglio di amministrazione dell’Istituto e recepisce il via libera del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Tra le principali innovazioni figura l’estensione dei piani di rateizzazione: per debiti fino a 500 mila euro sarà possibile ottenere fino a 36 rate mensili, mentre per importi superiori la dilazione potrà arrivare fino a 60 rate. La misura riguarda le esposizioni debitorie non ancora affidate agli agenti della riscossione e subordinate alla dimostrazione di una temporanea situazione di difficoltà economico-finanziaria.
La riforma supera inoltre il precedente sistema che richiedeva l’autorizzazione ministeriale per le dilazioni oltre le 24 rate, introducendo un modello decisionale più snello e territoriale. Le richieste fino a 36 rate e 500 mila euro saranno valutate dai direttori territoriali dell’INPS, mentre i direttori regionali o di Coordinamento metropolitano avranno competenza sui piani più consistenti, fino a 60 rate e oltre i 500 mila euro.
Secondo il direttore centrale Entrate dell’INPS, Antonio Pone, il nuovo assetto punta a semplificare la gestione del credito, conciliando la tutela delle entrate pubbliche con un maggiore sostegno a imprese e contribuenti e garantendo valutazioni più aderenti alle specificità territoriali.
Le domande dovranno essere presentate esclusivamente online attraverso il “Cassetto previdenziale del contribuente”. Le nuove regole si applicano alle istanze inoltrate dalla pubblicazione della circolare, ma anche a quelle presentate dal 12 gennaio 2025 e ancora in corso. In questi casi sarà possibile chiedere una rideterminazione del numero di rate entro 30 giorni dalla pubblicazione della circolare. Contestualmente, l’Istituto abroga le precedenti disposizioni in materia.
Maggiori informazioni nella nota INPS