Venerdì 5 giugno 2026
Venerdì 5 giugno 2026

Società consociata

Home > Finanza e Tributi > Tributi > Non si assumono addetti alla vigilanza turistica con gli introiti della tassa di soggiorno

Non si assumono addetti alla vigilanza turistica con gli introiti della tassa di soggiorno

Lo ha deciso la delibera della Corte dei Conti della Campania n. 114/2018 del 3 ottobre 2018
giornale dei comuni

Alla Sezione Regionale di controllo  della Corte dei   Conti della Campania il Sindaco di un Comune ha chiesto di esprimere un parere sulla possibilità di destinare l’introito dell’IMPOSTA DI SOGGIORNO all’assunzione di personale stagionale da impegnare nei servizi turistici e al rafforzamento della vigilanza urbana  a fronte di esigenze connesse al flusso turistico.

L’Organo di controllo, con la delibera n. 114/2018/PAR del 3 ottobre 2018, ha proceduto ad una disamina della normativa di riferimento, in particolare dell’art.4 del decr. legisl. n. 23/2011, istitutivo dell’Imposta di soggiorno, da cui si evince che questa riveste la natura di imposta di scopo, finalizzata non al finanziamento di una qualsiasi spesa pubblica, ma, in quanto basata sulla correlazione PRELIEVO-BENEFICIO, destinata a migliorare il livello di accettazione del sacrificio richiesto, essendo direttamente legata alla specifica attività svolta dall’ente pubblico.

Il legislatore, ad avviso della Corte, ha indicato per grandi linee la destinazione del tributo, disponendo che “le entrate debbono finanziare interventi in materia di turismo, ivi compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive, nonchè interventi di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali locali, nonché dei servizi pubblici locali”.

Volendo verificare se fra gli interventi in materia di turismo possa rientrare l’assunzione di personale stagionale destinato alla vigilanza dei flussi turistici, il Collegio ha ritenuto che tale opzione non rientri nella ratio della normativa in quanto il rafforzamento della vigilanza urbana , propria della Polizia Municipale destinata all’esercizio delle funzioni indicate nell’art. 5 della Legge n. 65/1987, influisce in maniera indiretta in materia di turismo: si tratta di funzioni  di cui è titolare il Comune, che si compendiano nell’esercizio di servizi di polizia giudiziaria, di vigilanza ed altri servizi di carattere amministrativo, che finalizzati alla salvaguardia della sicurezza   e del decoro del territorio, hanno indiretti riflessi in materia di turismo.

Per la Corte esiste, poi, anche un aspetto contabile che riguarda la collocazione della posta nel bilancio degli enti locali: occorre, infatti, che la spesa sia riconducibile allo scopo in via oggettiva, per cui necessita rinvenire nella programmazione economica all’entrata relativa all’imposta di soggiorno un aggregato di spesa correlato che soddisfi in maniera diretta ed immediata la finalità imposta dal legislatore. Incombe all’Ente, in sede di programmazione determinare il prevedibile ammontare del gettito in parola e in contesto individuare i capitoli di spesa ricompresi nel microaggregato afferente la voce TURISMO in modo che il totale dell’importo complessivo corrisponda all’entrata come sopra evidenziata.

In conclusione, nell’ottica delineata, il parere espresso dalla Corte dei Conti è nel senso che l’assunzione di personale di polizia urbana definita nell’ambito della struttura organizzativa dell’ente si correla a uno specifico ambito funzionale e non può essere finanziata dall’imposta di soggiorno.

 

Articolo realizzato in collaborazione con la redazione della rivista Finanza Territoriale www.finanzaterritoriale.it

 

 

Articoli Correlati

INPS, nuove regole per rateizzare i debiti contributivi: fino a 60 rate per imprese e contribuenti

Con la circolare n. 60 del 21 maggio 2026 entra in vigore il nuovo regolamento sulla dilazione dei debiti contributivi. Maggiore flessibilità nei pagamenti e procedure semplificate per favorire la...

Rottamazione quinquies, da Ifel una nota di approfondimento e uno schema di delibera

Si chiede di posporre il termine, dal 30 giugno al 31 luglio 2026, per la scelta di adesione da parte dei 980 Comuni coinvolti nella prossima tornata elettorale...

MEF, nuove regole per la trasmissione telematica dei dati sulla riscossione: più tracciabilità e aggiornamenti mensili

Il decreto del 29 aprile 2026 disciplina le modalità con cui l’Agenzia delle Entrate-Riscossione dovrà inviare agli enti creditori i flussi informativi su procedure e riscossioni, con nuove evidenze sulle...

ANCI Risponde